Salvare il mondo #salvareilmondo

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Incontrare fratelli di mondi lontani

Incontrare fratelli di mondi lontani

Nel luglio 2015 la sonda NASA New Horizons raggiungerà Plutone e le sue lune, ma c’è già chi guarda oltre: spazio profondo, oggetti ghiacciati a portata di mano e un messaggio in bottiglia da lanciare verso le stelle, sperando che E.T. possa capirci qualcosa

Che film la vita

1982, avevo 12 anni. Al ritorno dalle scuole medie ascoltavo alla radio la “Hit Parade” dei “45 giri” più venduti della settimana.

Ricordo benissimo che al primo posto per qualche settimana rimase “Avrai”, di Claudio Baglioni, canzone dedicata al figlio nato da poco.

Quella canzone mi è rimasta nel cuore, l’ho cantata a squarciagola ad un concerto di Baglioni nel 1992 (avevo 22 anni) ma mai avrei immaginato che il 29 marzo 2014 l’avrei cantata in un altro concerto di Baglioni insieme a mia figlia, 9 anni.

A volte la vita va molto oltre la fantasia!

Baglioni, Con Voi tour, Bologna Casalecchio, 29 marzo 2014

Baglioni, Con Voi tour, Bologna Casalecchio, 29 marzo 2014

Inferno, prima classe, andata e ritorno

Divina Commedia - inferno

Divina Commedia – inferno

Mio figlio, cinque anni, ha appena chiuso gli occhi e dorme tranquillo e sereno. Mia figlia, più grande, sta per addormentarsi.

Cinque giorni fa il cucciolo si è distrutto un incisivo nel tentativo di imitare Spiderman, poi ha rimediato un edema all’occhio destro probabilmente in uno scontro all’ultimo sangue contro l’incredibile Hulk.

Io sto rischiando l’antibiotico per un mal di gola e la tuta da supereroe l’ho persa da anni.

E siccome non c’è il tre senza il quattro (ma non era il due senza il tre?) mentre sto dicendo a me stesso “Finalmente domani è venerdì!” ricevo una di quelle telefonate che non vorresti mai ricevere: è mio papà, 73 anni. “Puoi venire subito? Non mi reggo in piedi”.

Il tempo di indossare la tuta (quella da ginnastica, non quella da supereroe …) e gli sto provando la pressione.
Max a 160, minima a 110. Non va bene.
Lui ragiona in modo lucido, ma non riesce ad afferrare bene gli oggetti e ogni movimento è difficoltoso.
Prova ad alzarsi dalla sedia, ma barcolla paurosamente.
“Maledizione, sembra ictus o ischemia”, penso tra me e me.

Chiamo subito la guardia medica (GM) e gli riferisco tutto.
GM: Potrebbe essere un ictus
IO: Ma va … (penso)
GM: Chiami subito il 118
IO: Ma non viene a visitarlo?
GM: No, è inutile.
IO: Non è certo l’ottimismo in persona (penso)
GM: Lo chiama lei il 118 o lo chiamo io?
IO: Ci penso io, grazie.

Nel frattempo è arrivata mia sorella, prepara la borsa per l’ospedale sperando che non serva, ma ci crede poco.
Proviamo a consolare il papy, disperato come Superman dopo il contatto con la kryptonite, e partiamo in ambulanza.
Sarà un viaggio verso l’inferno?

Entriamo con l’ambulanza nel pronto soccorso di un ospedale vicino, di piccole dimensioni.
Siamo un po’ preoccupati.
Saranno competenti i medici? Gli faranno tutto quello che c’è da fare?
E lui reggerà psicologicamente? Sua moglie, mia mamma, non c’è più da quasi 40 anni.
Lui vive da solo, anche se contornato da figli e nipoti.

Poi scopriamo che il viaggio, destinazione a parte, è in prima classe: medici ed infermieri semplicemente perfetti.
La TAC esclude ictus e ischemie, gli altri esami sono a posto, sembra sia stato solo uno sbalzo di pressione.
OK, non hai vinto lo scudetto, ma non sei neanche retrocesso!
Dopo qualche cura il vecchietto torna il solito “giovincello” rompiballe di 73 anni.

Hey Tu, lassù in alto o dovunque tu sia, grazie per il biglietto di ritorno!
La sola andata sarà per la prossima volta …

Sono fragile, dunque SONO

Prima o poi, bisogna sapersi spogliare di tutte (troppe) le difese che uno ha imparato a mettere fra sé e gli altri, fra sé e la vita. Andare avanti con la pretesa di non rimettersi in discussione è una forma di suicidio convenzionale, di inganno universale. Perché l’uomo sicuro di sé è solo un povero illuso che sta sprecando i migliori anni della propria vita ad avere ragione, a badare che tutto sia sotto controllo. La vita sta da un’altra parte. Sgorga in mezzo a coloro che non hanno trovato risposta alle loro domande esistenziali. In mezzo ai naufraghi dell’amore, ai superstiti del tradimento, agli innocenti delle carneficine. Bagna di dolce luce i feriti della speranza, che cercano di salvare almeno il ricordo dell’emozione che li ha portati fino all’abisso. Riscalda i sopravvissuti del sogno infranto, coccola le vittime del gelo interno, i reduci della delusione per quanto poca cosa, alla fin dei conti, sia la realtà. Accompagna i disperati, gli abbandonati, i dimenticati. La vita sa che trionfalismo, superbia, sicurezza e certezza sono solo ridicoli travestimenti della miseria umana.

Tratto dal capitolo 8 di Ozio Lentezza e Nostalgia / Christoph Baker. Edizioni EMI.

Chi sei tu?

C’è una domanda che la vita pone a ciascuno di noi: al di là di quello che sai e al di là di quello che fai, chi sei tu? Chi sei tu, veramente? Tu, quando sei solo, quando sei nudo, quando, semplicemente, sei? Quanto pesa la tua anima? Qual’è la musica che ti abita e in cui la tua personalità consiste? Infatti, è forse proprio solo a questo che siamo chiamati: a essere musica.

La citazione è di Vito Mancuso in “Disputa su Dio e dintorni / Corrado Augias e Vito Mancuso. – Mondadori, 2009. Pag. 252.”

Siamo chiamati a essere musica. Forse è per questo che le belle persone sono rare ma sono dappertutto: credenti e non credenti, di destra e di sinistra, colti e ignoranti, uomini e le donne, italiani e stranieri … La musica non ha appartenenze di nessun tipo: è bellezza allo stato puro. E le belle persone sono musica.