Un ponte di cui essere orgogliosi

Un ponte di cui essere orgogliosi

Articolo di Mario Calabresi su “La Stampa” del 21/05/2014.

Il nostro sport nazionale è ripetere ad alta voce che l’Italia fa schifo, che non c’è niente da difendere, che siamo perduti. E se il nostro riscatto stesse nel riscoprire che siamo capaci di umanità?

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Inferno, prima classe, andata e ritorno

Divina Commedia - inferno

Divina Commedia – inferno

Mio figlio, cinque anni, ha appena chiuso gli occhi e dorme tranquillo e sereno. Mia figlia, più grande, sta per addormentarsi.

Cinque giorni fa il cucciolo si è distrutto un incisivo nel tentativo di imitare Spiderman, poi ha rimediato un edema all’occhio destro probabilmente in uno scontro all’ultimo sangue contro l’incredibile Hulk.

Io sto rischiando l’antibiotico per un mal di gola e la tuta da supereroe l’ho persa da anni.

E siccome non c’è il tre senza il quattro (ma non era il due senza il tre?) mentre sto dicendo a me stesso “Finalmente domani è venerdì!” ricevo una di quelle telefonate che non vorresti mai ricevere: è mio papà, 73 anni. “Puoi venire subito? Non mi reggo in piedi”.

Il tempo di indossare la tuta (quella da ginnastica, non quella da supereroe …) e gli sto provando la pressione.
Max a 160, minima a 110. Non va bene.
Lui ragiona in modo lucido, ma non riesce ad afferrare bene gli oggetti e ogni movimento è difficoltoso.
Prova ad alzarsi dalla sedia, ma barcolla paurosamente.
“Maledizione, sembra ictus o ischemia”, penso tra me e me.

Chiamo subito la guardia medica (GM) e gli riferisco tutto.
GM: Potrebbe essere un ictus
IO: Ma va … (penso)
GM: Chiami subito il 118
IO: Ma non viene a visitarlo?
GM: No, è inutile.
IO: Non è certo l’ottimismo in persona (penso)
GM: Lo chiama lei il 118 o lo chiamo io?
IO: Ci penso io, grazie.

Nel frattempo è arrivata mia sorella, prepara la borsa per l’ospedale sperando che non serva, ma ci crede poco.
Proviamo a consolare il papy, disperato come Superman dopo il contatto con la kryptonite, e partiamo in ambulanza.
Sarà un viaggio verso l’inferno?

Entriamo con l’ambulanza nel pronto soccorso di un ospedale vicino, di piccole dimensioni.
Siamo un po’ preoccupati.
Saranno competenti i medici? Gli faranno tutto quello che c’è da fare?
E lui reggerà psicologicamente? Sua moglie, mia mamma, non c’è più da quasi 40 anni.
Lui vive da solo, anche se contornato da figli e nipoti.

Poi scopriamo che il viaggio, destinazione a parte, è in prima classe: medici ed infermieri semplicemente perfetti.
La TAC esclude ictus e ischemie, gli altri esami sono a posto, sembra sia stato solo uno sbalzo di pressione.
OK, non hai vinto lo scudetto, ma non sei neanche retrocesso!
Dopo qualche cura il vecchietto torna il solito “giovincello” rompiballe di 73 anni.

Hey Tu, lassù in alto o dovunque tu sia, grazie per il biglietto di ritorno!
La sola andata sarà per la prossima volta …

Terre degli uomini

Osservo le terre degli uomini.

Dalla Terra, guardando verso il cielo e le stelle, ne ho sempre sentito l’attrazione irresistibile, ho incoraggiato la mente a perdersi verso l’infinito e l’ignoto. È la nostra natura – il gene di Ulisse. Ma anche Ulisse, dopo tanto viaggiare, torna a Itaca: e a lungo sogna la sua isola. Se fossi nato tra gli spazi dell’impenetrabile nero interstellare, se avessi passato tutta la mia vita viaggiando lontano dal nostro mondo, osserverei con lo stesso sguardo ammirato che ho adesso le sue acque azzurre, i suoi continenti così variegati. Ogni alba e ogni tramonto mi regalerebbero lo stesso stupore atavico. E sognerei di sprofondare i piedi nelle sue sabbie calde, di sentire il gelido abbraccio delle sue nevi, e la carezza salmastra delle brezze che dal mare si spingono verso la terra. Mi chiederei cosa si prova a immergersi nelle sue acque, a scaldarsi al calore del suo sole.

Ma sono fortunato: io sono nato lì.

Quello è il mio pianeta. Quella è casa mia.

Tratto dal blog dell’astronauta italiano Luca Parmitano, un italiano di cui andare orgogliosi.

Grazie Luca, per la tua professionalità, il tuo entusiasmo e la tua umanità!

Luca Parmitano - Immagine tratta dal suo blog

Luca Parmitano – Immagine tratta dal suo blog