Costa poco

Nel tempo libero mi piace vendere oggetti usati.
In genere fanno parte del mio passato (vecchi album di figurine, vecchi libri che non utilizzo più e così via).

Ieri l’altro ho ricevuto una risposta in merito ad una collezione di oltre 400 figurine: un utente mi chiedeva se possedevo un paio di numeri.

Appena ho avuto il tempo di farlo ho controllato: non li avevo e gli ho risposto.

Dopo poco mi arriva la sua contro-risposta: “Grazie ugualmente per avermi dedicato un po’ del tuo tempo.“.

Essere gentili apparentemente non costa niente, ma non è vero:
siccome siamo abituati a dare un prezzo a tutto, confondiamo ciò che non vale niente con ciò che non ha prezzo.

Ha ragione Papa Francesco, dobbiamo recuperare tre parole fondamentali:

  • per favore
  • grazie
  • scusa

Sono brevi, ma non hanno prezzo.

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Rinascere nello Spirito

Mi sembrava la prima volta quella mattina di oltre un anno fa: la lettura del Vangelo di San Giovanni al Cap. 15, “La vite e i tralci”.

E Gesù che non era più solo un personaggio storico, ma Gesù visto come Dio personale espressione del Dio impersonale che ha creato tutto (i teologi e i filosofi pare che lo chiamino Logos).

Gesù come principio dell’ordine che si sviluppa nella natura apparentemente contro l’entropia anche se le leggi della fisica non vengono violate, ma Gesù anche principio dell’ordine spirituale dentro di me: se perdo il suo riferimento svanisco nel nulla, sono un tralcio che non ha più linfa.

Improvvisamente la parola di Dio riprendeva vita.

Improvvisamente avevo riscoperto tutto quello che probabilmente già sapevo, ma che non capivo più, che non riconoscevo più: da giovane, tra i 15 e i 20 anni avevo già capito che il Vangelo, magnificamente spiegato dal card. Martini, che la mia musica preferita, che le stelle, le MIE stelle davanti alle quali mi sono commosso più volte per la loro bellezza, erano espressione di un unico grande principio: la bellezza-ordine-verità magnificamente descritta da Vito Mancuso nei suoi libri.

Era tutto attraente perché espressione di bellezza; perché espressione di un ordine che vinceva il degrado, e la bellezza-ordine era verità.

Ma questo messaggio negli anni si era perso perché non sapevo più come spiegarlo; perché a furia di correre per le tante cose da fare non riuscivo più a fermarmi a pensare e a cercare la pace dentro di me.

Poi sono arrivati gli studi e la laurea.

Poi l’amore, non più quello ideale, sognato, non più quello dell’innamoramento iniziale in cui tutto è bello e non fai fatica, ma quello vero, associato alla volontà, con una donna che è diventata mia moglie e che non era più un sogno agognato. Quel rapporto che se lo vuoi tenere vivo è bellissimo, ma devi mettercela tutta.

Poi sono arrivati i miei 2 bellissimi figli e con loro il mestiere più difficile del mondo, quello di genitori.

E nel mezzo tante esperienze oscure, di malattia e morte dei famigliari.

E tanti perché senza risposta, ma che non mi hanno mai tolto del tutto la serenità.

Erano piuttosto le “perdite di tempo” che mi toglievano la serenità, il tempo dedicato a cose inutili, perché la vita è troppo bella per essere sprecata.

Adesso e da quella mattina mi sembra di vedere la luce. Improvvisamente mi sembra di ritrovare il filo che avevo perso. E questo lo devo ad una persona che non conosco da vicino, ma che ha avuto il coraggio di rivelare il suo pensiero nei suoi libri, senza ritenerlo inutile: Vito Mancuso. Discepolo ed estimatore (non a caso!) del mio padre spirituale nei cieli della pace, il card. Martini.

Spero di avere il coraggio di fare altrettanto anch’io, ma prima ho bisogno di fare ancora chiarezza, di approfondire, di meditare/pregare, ma in modo nuovo; sapendo che meditazione e preghiera non sono un’astrazione dal mondo, ma esattamente il contrario: entrare in armonia con il creato, perché espressione e scoperta dello stesso Dio.

Buon viaggio a Vito che è già molto avanti e buon viaggio anche a me.

Un nuovo giorno o un giorno nuovo?

Bilancio di queste vacanze di Natale.

  • Tanti affetti famigliari recuperati.
  • Una fantastica 2 giorni a Verona con l’amore della mia vita, tanta arte, tante salutari camminate e tanto Sole.
  • Tanti sorrisi e tanti bei momenti con i miei figli adorati.
  • Tanto tempo recuperato con amici veri.
  • Due libri che valeva la pena leggere.
  • Perfino una serata passata a contemplare le stelle (Pleiadi, Giove e Nebulosa di Orione), come non mi succedeva da tempo.
  • Ah, dimenticavo: questo blog che volevo aprire da tempo.

Alcune domande.

  • E adesso o chi ci torna al lavoro?
  • Perché ho aspettato tanto per vedere Verona che dista solo 120 Km?
  • Perché ho aspettato tanto per aprire questo blog?
  • E soprattutto: domani sarà un nuovo giorno o un giorno nuovo?

La bellezza dell’uragano

Una due-giorni d’arte progettata con mia moglie da tempo. Una due giorni nella quale pensavamo di visitarci Verona e di fare un salto a Vicenza a vedere Raffaello verso Picasso.

Prenotiamo l’albergo, consegniamo i due pargoli ai nonni, non senza una lacrimuccia (da parte nostra più che da parte loro), poi torniamo alla base.

Una cosa sola ci manca: prenotare il biglietto per la mostra. Troppo tardi: nei due giorni previsti i posti sono esauriti.

Ci guardiamo sconfortati: rimedieremo con le bellezze di Verona e faremo le cose con più calma, ma la sensazione è quella di avere perso qualcosa.

Poi ripenso a quella lontana serata d’agosto di 16 anni fa

Dovevo uscire, ma anche allora programmai male e rimasi in casa, dove per giunta c’era mia sorella con le sue amiche. Rabbia …

Pensai di consolarmi con una birra, poi feci un giro di cortesia a salutare le ospiti.

Uno di quei sorrisi mi stregò e cambiò la mia vita. Una bellezza mai vista, con la forza di un uragano.