La musica del sorriso

Sto tornando dal lavoro, sono sull’autobus delle 17.30, ho bisogno di musica per dimenticare la burocrazia.

Mi guardo attorno: tante persone stanche, tese, qualcuna è tranquilla ma tende a isolarsi, me compreso.

Poi sale una signora sui 50, forse 60 anni, un volto conosciuto: è goffa, non è certo una bellezza rara e nemmeno è vestita bene, ma ha un sorriso sempre stampato, per nulla invadente ed è gentile. Non ha sicuramente una gran cultura alle spalle, ma vede positivo.

Prima una, poi due, poi quattro persone cominciano a scherzare con lei e quello che sembrava un viaggio solitario per tutti diventa qualcosa di più allegro.

Io non sento bene cosa dice l’allegra brigata, ma quando scendo dall’autobus mi avvicino a lei e la ringrazio.

“Perché?”, mi dice.

“Per il suo sorriso” le rispondo. “E’ gratis ed è contagioso. L’ha attaccato anche a me.”

Lei scoppia in una gran risata e mi dice “Buona serata!”

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