Le tasche piene di sassi (lettera a mia madre)

Cara mamma,
non so perché ho voglia di scriverti dopo tanti anni: te ne sei andata nel 1976, quando avevo 6 anni, e non conservo di te nessun ricordo salvo qualche foto e un’immagine, scolpita solo nei miei ricordi, di te davanti ad uno specchio mentre ti facevi bella.

E’ un’immagine di chissà quale anno, probabilmente di quando stavi ancora bene, prima della malattia crudele che ti ha portato lontano da me troppo presto: io avrò avuto più o meno l’età che ha adesso il mio figlio più piccolo, 4 anni. Perché la mia mente per soffrire meno è riuscita a cancellare tutti i ricordi meno questa immagine, che rimane scolpita in modo indelebile?

Forse perché in questa immagine eri troppo bella, forse perché la sofferenza e il dolore ci spingono a cancellare i ricordi ad essi legati, ma la bellezza alla fine vince sempre.

Non so come sarebbe stata la mia vita con te, so però che non amo frequentare i cimiteri, compresa la tua tomba, perché so che non sei li dentro: quello che rimane sono particelle che magari tra qualche decina d’anni genereranno altra vita. Ma non sono te.

Mi piacerebbe potere avere dentro di me la certezza che ti rivedrò un giorno, ma so che in questo caso la mente non è sufficiente per dire si o no: la risposta è affidata al cuore, al sentimento, alla fede. E alla musica.

La canzone che mi ha fatto pensare a te è quella che Lorenzo ha scritto dopo la morte di sua mamma, e anch’io insieme a lui mi ritrovo a desiderare di reincontrarti, magari solo per un attimo …

Sono solo stasera senza di te
Mi hai lasciato da solo davanti al cielo
E non so leggere, vienimi a prendere
Mi riconosci ho le tasche piene di sassi
Il cuore pieno di battiti
E gli occhi pieni di te

Ciao mamma,
ti voglio bene

Credo! O almeno credo …

Ligabue – Almeno credo

Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire.

Credo che ci voglia un Dio ed anche un bar,
credo che stanotte ti verrò a trovare
per dirci tutto quello che dobbiamo dire,
o almeno credo …

Mentre Gesù vi si recava , le folle gli si accalcavano attorno. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò.

Credo proprio che non sia già tutto qui
e certi giorni invece credo sia così,
credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire,
a questo credo …

Gesù disse: “Chi mi ha toccato?”. Tutti negavano. Pietro allora disse: “Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”. Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!”.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore credo
Se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo,
se ti basta chiamami scemo, ma io almeno …

Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: “Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”.

Credo nel rumore di chi sa tacere,
che quando smetti di sperare inizi un pò morire,
credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori,
o almeno credo.

Ma Gesù, avendo udito, rispose: “Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata”. Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei.

Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave,
che ogni verità può fare bene e fare male,
credo che adesso mi devi far sentire le mani,
che a quelle credo …

Gesù disse: “Non piangete. Non è morta, ma dorme”. Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: “Fanciulla, àlzati!”.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a modo suo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore chiama amore.

La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a modo suo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore credo
Se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo,
se ti basta chiamami scemo, ma io almeno credo.

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Tratto dalla canzone “Almeno credo” di Luciano Ligabue e dal capitolo 8 del Vangelo di San Luca