Questione di punti di vista

maniQuesto articolo è scritto con entrambe le mani.

Già: perché da stamattina, dopo 27 giorni di “gesso”, la mano destra è nuovamente libera, anche se imbranata come non mai.

L’istinto è quello di tornare a fare come prima, usando la destra per tutte le cose principali, ma cercherò di non farlo, o almeno di non farlo sempre.

  1. Anzitutto per riconoscenza: la mano sinistra ha sostituito in tutto e per tutto la destra in questo periodo; sarebbe ingrato dirle “Grazie e arrivederci”.
  2. E poi per una questione di buona gestione delle risorse: ho scoperto che usare entrambe le mani aiuta a vedere ogni cosa sotto un diverso punto di vista. E che talvolta quello che non riuscivi a fare con la destra, per ragioni di “simmetria” riesci a farlo con la sinistra.

Quindi grazie di tutto, cara mano sinistra, e scusa se ti ho tralasciato per tutti questi anni. Da oggi non sarà più così!

Annunci

Lo Spirito è l’emozione dell’intelligenza

vitomancusoioedio

Liberamente tratto da “L’anima e il suo destino (Vito Mancuso) capitoli 22 e 23 

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza che si trasferisce in suono e produce la musiche immortale dei Pink Floyd.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza che si trasferisce in colore e produce i cieli stellati e i campi maturi di Van Gogh.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza per l’ordine e la simmetria del mondo che si trasferisce in ricerca scientifica e che fece parlare Einstein (ed io con lui!) di “ammirazione estasiata delle leggi della natura”.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza che si trasferisce in filosofia e in meditazione e che produce la perfetta giustizia che traspare dalle letture di Vito Mancuso o del Card. Carlo Maria Martini.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza per il senso di fratellanza e di unità del genere umano che si trasferisce nella religione e genera la formula universale della regola d’oro.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza di fronte alla bellezza e all’armonia dell’essere, l’emozione di vederla nei sorrisi della mia amata, nella serenità dei miei figli mentre dormono e nella loro spensieratezza mentre giocano, l’emozione di esserne parte e di poterla riprodurre mediante il proprio lavoro.

Il più grande lavoro che ogni essere umano è chiamato a fare consiste nell’orientamento del suo spirito verso il bene, verso la luce della giustizia, dell’ordine, della simmetria, la stessa luce, la stessa sapienza, che è all’origine del mondo. Questa è l’eternità, in cui già qui e ora si può entrare e dove, una volta entrati, non si esce più.

Ci arriverò anch’io? Sono ancora lontano.
Però sono in viaggio …