Bella e abbronzata

Qual’è la stata la cosa più bella di questa estate?

La mia mamma, bella e abbronzata!

Sintesi perfetta e spontanea di mio figlio, 5 anni tra qualche mese, riferita questa mattina da una maestra del suo asilo.

Il sacro

Bambini con cielo stellato

Bambini con cielo stellato

Per prepararmi all’adolescenza dei miei figli ho letto “Lettera a un adolescente” di Vittorino Andreoli. Ecco alcuni estratti dalle ultime pagine del libro.

Non sono mai fuggito in cielo e non mi piace farlo nemmeno adesso, anche se credo che li siano finiti molti dei miei cari e mio padre, e lì spero io stesso di giungere, per lo meno davanti alla porta d’ingresso. Sono un uomo di questa terra, ho piani per questo mondo, e non voglio fuggire, abbandonando l’uomo.
Tutto ciò non ha fatto scemare in me l’attrazione per la sacralità, proprio perché è parte di questa terra, della mente dell’uomo.
Il sacro è qualcosa che abbiamo dentro, impiantato in noi, e ha come suo fondamento il fascino, che richiama subito un’altra parola: il mistero, appunto.
Il mistero è qualcosa che non spieghi, ma mentre constati che ti sfugge avverti che ti ha preso dentro, e per questo qualcosa hai capito.
Il “capire di non capire”, direbbe Socrate, è il comprendere possibile per l’uomo.
[…]
[Il sacro è] un’aura che non va perduta se non vogliamo diventare dei cinici, macchine razionali, deterministi capaci di ridurre tutto al “chiaro e distinto” e di negare valore a ciò che non vi rientra: definendolo nulla, errore, illusione.
[…]
Il cielo sconfinato, la sera, con le stelle che si perdono nell’illimitato, ti sconvolgono e pensi all’origine del mondo e ti perdi come fossi anche tu un frammento di stelle che vuole essere e non capire, essere parte del mistero e non un mistero svelato.
[…]
L’uomo ha la facoltà di porsi problemi e di non poterli risolvere: il limite della mente, la bellezza della mente.
[…]
C’è il mistero dell’amore, il mistero della morte, il mistero dell’esserci invece che esser nulla.
Perché il mondo e non il nulla?
Il mistero non ha nulla a che fare con l’irrazionale. La ragione ha una funzione straordinaria nella vita dell’uomo e nell’ordinarla su questa terra, ma il mistero rimane, anche per chi vorrebbe ridurre tutto alla logica e al principio di non contraddizione.
Anche il mistero è “chiaro”, preciso, intrigante, affascinante, tremendo. E la tua esistenza è parte di questo mistero e va rispettata, perché è sostanzialmente un ignoto.
[…]
Il sacro porta a Dio.
[…]
E’ straordinario avere qualcosa a che fare con questo Dio, noto oppure ignoto. E’ un mistero, qualcosa che non conosci ma che senti. C’è e non sai perché e come. E allora cercalo, dappertutto, non importa se lo troverai, essenziale per vivere è seguire il sacro e cercare una risposta.

Non ti muovere

Una giornata lavorativa inutile e stressante.
Una riunione inutile con tutti, ma proprio tutti i dirigenti. Una pena infinita.
Mia moglie che nel pomeriggio porta il piccolo dal pediatra: varicella.
Vorrei essere a casa, ma non posso: lo stipendio serve a me e alle persone con le quali vorrei essere.

Alle 19.30 finalmente prendo l’autobus.
L’autista è stanco e sfiora un incidente.
In autobus ascolto una vecchia canzone di Renato Zero: “Manichini”, parola perfetta per descrivere i colletti bianchi che ho incontrato nel pomeriggio. Chissà se gli viene mai voglia di sapere “nella pelle di un uomo come si stà”.

Alle 20.15 entro in casa. Mi aspetto che i miei piccoli, mia moglie e mia suocera siano stanchi per la giornata stressante. E invece …
Il piccolo, proprio quello con la varicella, mi fa festa insieme alla sorella più grande. Mi regalano sorrisi a non finire. La cena è pronta. Mia moglie è sorridente. Mia suocera è stanca, ma si vede che oggi ha dato tutto. E’ una persona buona, generosa. Adora i suoi tre nipoti e si spende per tutti. Una di quelle che il Paradiso, se esiste, è sicuramente per loro. Un esempio del bene che è più forte del male.

E’ sera e alle 21.30 in punto i piccoli vanno a dormire. Li ringrazio per avermi raddrizzato la giornata e gli dico a cuore aperto che sono orgoglioso di loro. Mi sento fortunato. Li coccolo un po’, fino a quando si addormentano.

Prima di dormire 10 minuti di TV. Capito su IRIS. C’è il film “Non ti muovere” con Sergio Castellitto, Claudia Gerini e Penelope Cruz. L’avevo visto qualche anno fa. Nella scena che ho davanti Castellitto scappa con Penelope Cruz sullo sfondo musicale di una vecchia canzone di Toto Cutugno. Ricordo ancora che piaceva molto ai miei nonni. Si chiama, credo, “Quanti amori”.

E’ una canzone le cui parole non c’entrano niente con i miei sentimenti del momento.

Ma il potere della musica, del cinema, dell’arte in generale, è proprio quello di evocare sentimenti e stati d’animo che vanno oltre le parole. Sono sensazioni che fanno un volo immenso e che cerchi di afferrare al volo e di interiorizzare, perché in quel momento ti descrivono in modo perfetto.

Se Dio esiste, l’arte, la musica, il sorriso sono sicuramente una delle sue espressioni. Perché sono belle.
Se Dio esiste, l’amore, i figli, le persone buone sono sicuramente una delle sue espressioni. Perché sono belle.

Vorrei congelare questo momento.
Vorrei fissarne pensieri, sentimenti e sensazioni.
Non ti muovere.