Passione

Tramonto sull'oceano

Tramonto sull’oceano

Passione è il tempo che si ferma nel tramonto del Sole sul mare

Passione è diventare musica insieme alla canzone che ascolti

Passione è perdersi nel cielo mentre lo osservi

Passione è saper sorridere anche se proprio non ce la fai

Passione è piangere e urlare anche se non vorresti

Passione è rimettersi in gioco, concedendosi all’ignoto perché credi ancora in qualcosa, anche se fa paura

Passione è curare l’amore sempre, senza sosta, alimentandolo giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, altrimenti muore

Passione è fede incrollabile nel Bene, nonostante il male

Passione è scoprire che dopo 13 anni ti amo e ti desidero ancora di più 

Passione è saper attendere il momento giusto, qualsiasi esso sia, qualsiasi sforzo sia necessario

Passione è capire che la vita è, insieme, ordine e caos, e il tuo compito è indirizzare l’energia del caos verso l’Ordine e la Bellezza

Passione è Dio che piange e ride insieme a noi

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Guarda in alto!

Luca Parmitano (immagine tratta dal suo blog)

Luca Parmitano (immagine tratta dal suo blog)

In questi giorni ha avuto molto successo questo articolo, postato dall’astronauta italiano Luca Parmitano, in orbita sulla Stazione spaziale internazionale ed autore di due “passeggiate spaziali”, la seconda delle quali poteva avere esiti drammatici.

Il post è un racconto appassionante e drammatico nello stesso tempo della sua esperienza.

Non so se qualcuno di voi ha mai avuto occasione di osservare i passaggi della stazione spaziale: alcuni di questi passaggi sono meravigliosamente visibili ad occhio nudo, al punto che vengono scambiati facilmente per UFO.

Uno dei commenti dell’articolo racconta dell’osservazione di uno di questi passaggi, dell’entusiasmo che tre bambini (il più piccolo non ha ancora 3 anni) hanno sperimentato, e del saluto che hanno inviato a Luca.

Credo che sia un esempio perfetto del fatto che dovremmo guardare in alto, molto oltre lo spread, l’IMU o il campionato di calcio: se c’è una cosa che traspare dal racconto di Luca è l’entusiasmo e la voglia di una prossima “EVA” (passeggiata spaziale). E’ incoscienza? Io credo di no, è semplicemente voglia di bellezza.

Le persone come Luca sembrano fatte apposta per ricordarci che il nostro destino può essere infinitamente migliore di quello che sembra, basta volerlo, e pazienza se la vita rischia di essere più corta: l’importante è che sia più bella e piena di amore.

Ricordate il “Discorso all’umanità” del film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin?

Guardiamo in alto: e grazie a Luca per questo articolo che ce lo ricorda!

La [mia] donna ideale

Ricordo ancora quando uscì nel 1992 (credo) questa canzone di Roberto Vecchioni, “Voglio una donna”. Allora avevo 22 anni, ero già alla ricerca della donna della mia vita e tutto sommato pensavo dentro di me che il buon Vecchioni aveva ragione: a me non interessavano le donne in carriera, ma quelle “di un tempo”, quelle che prima di tutto fanno le mamme, che ti curano mentre sei in pantofole e ti leggi il giornale dopo cena, che sono dolci anche se un po’ noiose.

Com’è andata, adesso che di anni ne ho 43?

Ho conosciuto mia moglie nel 1996, ci siamo sposati nel 2000 e abbiamo due figli.

Mia moglie sta facendo più carriera di me e fa bene perché di cervello ne abbiamo entrambi da vendere, ma lei è più ambiziosa.

I figli sono due e li cresciamo insieme nel senso letterale della parola; neanche dividendoci a metà le cose, ma scegliendo proprio tutto in due. E finora non posso che dire che ha funzionato benissimo!

I lavori “di casa” sono divisi esattamente a metà e non nel modo classico (per esempio il lavaggio piatti è mio, le pulizie di casa più mie che sue).

Non è certo la “signorina rambo” della canzone di Vecchioni, ma la passione vi assicuro che è sempre accesa.

E infine tutte le decisioni, grandi e piccole, vengono prese in modo condiviso, a volte anche con qualche contrasto non indifferente, perché i cervelli che ragionano (bene credo) sono due e le opinioni non sono sempre uguali. E’ più faticoso, ma anche più bello.

Perché quindi alla fine tra le diverse possibilità che avevo ho scelto non dico il contrario, ma comunque qualcosa di così diverso da quello che ritenevo adatto a me?

Ho una sola risposta: perché mi sono innamorato solo di mia moglie. E dopo 13 anni di matrimonio e 17 anni di conoscenza sono ancora innamorato almeno quanto lo sono stato in passato se non di più.

La mia vita è sicuramente più intensa e probabilmente più faticosa di quanto mi immaginavo nel 1992, ma è anche più bella.