La grande bellezza

Oscar

Oscar

E’ una giornata come tante altre. Io e mia moglie al lavoro, mia figlia a scuola e mio figlio all’asilo.

Già, mio figlio, il cucciolo di famiglia, 5 anni compiuti da poco e un caratterino di quelli che ti raccomando, sempre pronto a scherzi piccoli e grandi. Un sorriso che ti conquista, tutto sua madre, ma anche una vitalità da sette camicie al giorno, a testa, per papà e mamma, tutte zuppe di sudore.

Oggi però per i genitori è giornata di relax al lavoro (si fa per dire): c’è la nonna che recupera il cucciolo all’asilo, trovando una sorpresa. Si tratta di un disegno che li ritrae insieme al parco, in una giornata di sole; sul retro c’è una frase, dettata dal cucciolo alla maestra:

Per la nonna
Grazie perché oggi stai con me e mi vuoi bene

Se non è questa la grande bellezza …

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Inferno, prima classe, andata e ritorno

Divina Commedia - inferno

Divina Commedia – inferno

Mio figlio, cinque anni, ha appena chiuso gli occhi e dorme tranquillo e sereno. Mia figlia, più grande, sta per addormentarsi.

Cinque giorni fa il cucciolo si è distrutto un incisivo nel tentativo di imitare Spiderman, poi ha rimediato un edema all’occhio destro probabilmente in uno scontro all’ultimo sangue contro l’incredibile Hulk.

Io sto rischiando l’antibiotico per un mal di gola e la tuta da supereroe l’ho persa da anni.

E siccome non c’è il tre senza il quattro (ma non era il due senza il tre?) mentre sto dicendo a me stesso “Finalmente domani è venerdì!” ricevo una di quelle telefonate che non vorresti mai ricevere: è mio papà, 73 anni. “Puoi venire subito? Non mi reggo in piedi”.

Il tempo di indossare la tuta (quella da ginnastica, non quella da supereroe …) e gli sto provando la pressione.
Max a 160, minima a 110. Non va bene.
Lui ragiona in modo lucido, ma non riesce ad afferrare bene gli oggetti e ogni movimento è difficoltoso.
Prova ad alzarsi dalla sedia, ma barcolla paurosamente.
“Maledizione, sembra ictus o ischemia”, penso tra me e me.

Chiamo subito la guardia medica (GM) e gli riferisco tutto.
GM: Potrebbe essere un ictus
IO: Ma va … (penso)
GM: Chiami subito il 118
IO: Ma non viene a visitarlo?
GM: No, è inutile.
IO: Non è certo l’ottimismo in persona (penso)
GM: Lo chiama lei il 118 o lo chiamo io?
IO: Ci penso io, grazie.

Nel frattempo è arrivata mia sorella, prepara la borsa per l’ospedale sperando che non serva, ma ci crede poco.
Proviamo a consolare il papy, disperato come Superman dopo il contatto con la kryptonite, e partiamo in ambulanza.
Sarà un viaggio verso l’inferno?

Entriamo con l’ambulanza nel pronto soccorso di un ospedale vicino, di piccole dimensioni.
Siamo un po’ preoccupati.
Saranno competenti i medici? Gli faranno tutto quello che c’è da fare?
E lui reggerà psicologicamente? Sua moglie, mia mamma, non c’è più da quasi 40 anni.
Lui vive da solo, anche se contornato da figli e nipoti.

Poi scopriamo che il viaggio, destinazione a parte, è in prima classe: medici ed infermieri semplicemente perfetti.
La TAC esclude ictus e ischemie, gli altri esami sono a posto, sembra sia stato solo uno sbalzo di pressione.
OK, non hai vinto lo scudetto, ma non sei neanche retrocesso!
Dopo qualche cura il vecchietto torna il solito “giovincello” rompiballe di 73 anni.

Hey Tu, lassù in alto o dovunque tu sia, grazie per il biglietto di ritorno!
La sola andata sarà per la prossima volta …