Lo Spirito è l’emozione dell’intelligenza

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Liberamente tratto da “L’anima e il suo destino (Vito Mancuso) capitoli 22 e 23 

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza che si trasferisce in suono e produce la musiche immortale dei Pink Floyd.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza che si trasferisce in colore e produce i cieli stellati e i campi maturi di Van Gogh.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza per l’ordine e la simmetria del mondo che si trasferisce in ricerca scientifica e che fece parlare Einstein (ed io con lui!) di “ammirazione estasiata delle leggi della natura”.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza che si trasferisce in filosofia e in meditazione e che produce la perfetta giustizia che traspare dalle letture di Vito Mancuso o del Card. Carlo Maria Martini.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza per il senso di fratellanza e di unità del genere umano che si trasferisce nella religione e genera la formula universale della regola d’oro.

Lo spirito è l’emozione dell’intelligenza di fronte alla bellezza e all’armonia dell’essere, l’emozione di vederla nei sorrisi della mia amata, nella serenità dei miei figli mentre dormono e nella loro spensieratezza mentre giocano, l’emozione di esserne parte e di poterla riprodurre mediante il proprio lavoro.

Il più grande lavoro che ogni essere umano è chiamato a fare consiste nell’orientamento del suo spirito verso il bene, verso la luce della giustizia, dell’ordine, della simmetria, la stessa luce, la stessa sapienza, che è all’origine del mondo. Questa è l’eternità, in cui già qui e ora si può entrare e dove, una volta entrati, non si esce più.

Ci arriverò anch’io? Sono ancora lontano.
Però sono in viaggio …

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Credo! O almeno credo …

Ligabue – Almeno credo

Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire.

Credo che ci voglia un Dio ed anche un bar,
credo che stanotte ti verrò a trovare
per dirci tutto quello che dobbiamo dire,
o almeno credo …

Mentre Gesù vi si recava , le folle gli si accalcavano attorno. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò.

Credo proprio che non sia già tutto qui
e certi giorni invece credo sia così,
credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire,
a questo credo …

Gesù disse: “Chi mi ha toccato?”. Tutti negavano. Pietro allora disse: “Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”. Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!”.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore credo
Se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo,
se ti basta chiamami scemo, ma io almeno …

Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: “Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”.

Credo nel rumore di chi sa tacere,
che quando smetti di sperare inizi un pò morire,
credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori,
o almeno credo.

Ma Gesù, avendo udito, rispose: “Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata”. Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei.

Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave,
che ogni verità può fare bene e fare male,
credo che adesso mi devi far sentire le mani,
che a quelle credo …

Gesù disse: “Non piangete. Non è morta, ma dorme”. Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: “Fanciulla, àlzati!”.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a modo suo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore chiama amore.

La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a modo suo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore credo
Se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo,
se ti basta chiamami scemo, ma io almeno credo.

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Tratto dalla canzone “Almeno credo” di Luciano Ligabue e dal capitolo 8 del Vangelo di San Luca

La musica non è finita

La musica non è finita. È come la vita: può finire una vita, ma la vita non finisce mai. E soprattutto non smette mai di sorprendere

Citazione di Claudio Baglioni su twitter (@baglioniconvoi – 17 aprile 2013).

Messaggio da Alfa Centauri

Immagine tratta dal sito dello European Southern Observatory

Cari fratelli del pallido puntino blu, finalmente vi abbiamo visto. Adesso sappiamo che ci siete e che siete fisicamente tanto diversi da noi, ma per il resto molto simili.

Sappiamo che vivete su un pianeta magnifico, che ha caratteristiche uniche nel raggio di almeno 400 anni luce e molto diverse dai pianeti del nostro sistema stellare, composto da 3 stelle.

Eppure anche a voi piace osservare l’universo e vi chiedete “cosa c’è di là”.

Vi chiedete come noi quando e perché è nato tutto questo e se esiste Qualcuno o Qualcosa di più grande che l’ha pensato.

Vi chiedete come mai esseri che fanno parte di questo universo si rendano conto di esistere e rappresentino un pezzo di universo che osserva se stesso.

Come noi avete dei sogni, pensate ai vostri figli (si, anche noi ne abbiamo) e progettate per loro un futuro migliore.

Il nostro saluto arriverà fino a voi dopo 4 anni di viaggio ed è questo: qualsiasi sia il momento che state vivendo, bello o brutto, triste o esaltante, dolce o amaro, non rinunciate ai vostri sogni!

E se siete futuri governanti o aspirate ad esserlo non parlate di cose di poco conto. Dite ai vostri elettori che farete di tutto per capire chi siete e dove siete nell’universo e per studiare nuovi linguaggi di comunicazione quando scoprirete di non essere soli. Noi ne conosciamo uno magnifico, la chiamiamo musica. Non dimenticatevi dei sogni più grandi e più belli, quelli che eliminano i recinti, i confini, i fili spinati.

Siate veri figli di questo meraviglioso universo che è toccato in dono a tutti noi e trasformate il vostro pallido puntino blu in “un mondo uomo sotto un cielo mago”.

Chi sei tu?

C’è una domanda che la vita pone a ciascuno di noi: al di là di quello che sai e al di là di quello che fai, chi sei tu? Chi sei tu, veramente? Tu, quando sei solo, quando sei nudo, quando, semplicemente, sei? Quanto pesa la tua anima? Qual’è la musica che ti abita e in cui la tua personalità consiste? Infatti, è forse proprio solo a questo che siamo chiamati: a essere musica.

La citazione è di Vito Mancuso in “Disputa su Dio e dintorni / Corrado Augias e Vito Mancuso. – Mondadori, 2009. Pag. 252.”

Siamo chiamati a essere musica. Forse è per questo che le belle persone sono rare ma sono dappertutto: credenti e non credenti, di destra e di sinistra, colti e ignoranti, uomini e le donne, italiani e stranieri … La musica non ha appartenenze di nessun tipo: è bellezza allo stato puro. E le belle persone sono musica.

Non ti muovere

Una giornata lavorativa inutile e stressante.
Una riunione inutile con tutti, ma proprio tutti i dirigenti. Una pena infinita.
Mia moglie che nel pomeriggio porta il piccolo dal pediatra: varicella.
Vorrei essere a casa, ma non posso: lo stipendio serve a me e alle persone con le quali vorrei essere.

Alle 19.30 finalmente prendo l’autobus.
L’autista è stanco e sfiora un incidente.
In autobus ascolto una vecchia canzone di Renato Zero: “Manichini”, parola perfetta per descrivere i colletti bianchi che ho incontrato nel pomeriggio. Chissà se gli viene mai voglia di sapere “nella pelle di un uomo come si stà”.

Alle 20.15 entro in casa. Mi aspetto che i miei piccoli, mia moglie e mia suocera siano stanchi per la giornata stressante. E invece …
Il piccolo, proprio quello con la varicella, mi fa festa insieme alla sorella più grande. Mi regalano sorrisi a non finire. La cena è pronta. Mia moglie è sorridente. Mia suocera è stanca, ma si vede che oggi ha dato tutto. E’ una persona buona, generosa. Adora i suoi tre nipoti e si spende per tutti. Una di quelle che il Paradiso, se esiste, è sicuramente per loro. Un esempio del bene che è più forte del male.

E’ sera e alle 21.30 in punto i piccoli vanno a dormire. Li ringrazio per avermi raddrizzato la giornata e gli dico a cuore aperto che sono orgoglioso di loro. Mi sento fortunato. Li coccolo un po’, fino a quando si addormentano.

Prima di dormire 10 minuti di TV. Capito su IRIS. C’è il film “Non ti muovere” con Sergio Castellitto, Claudia Gerini e Penelope Cruz. L’avevo visto qualche anno fa. Nella scena che ho davanti Castellitto scappa con Penelope Cruz sullo sfondo musicale di una vecchia canzone di Toto Cutugno. Ricordo ancora che piaceva molto ai miei nonni. Si chiama, credo, “Quanti amori”.

E’ una canzone le cui parole non c’entrano niente con i miei sentimenti del momento.

Ma il potere della musica, del cinema, dell’arte in generale, è proprio quello di evocare sentimenti e stati d’animo che vanno oltre le parole. Sono sensazioni che fanno un volo immenso e che cerchi di afferrare al volo e di interiorizzare, perché in quel momento ti descrivono in modo perfetto.

Se Dio esiste, l’arte, la musica, il sorriso sono sicuramente una delle sue espressioni. Perché sono belle.
Se Dio esiste, l’amore, i figli, le persone buone sono sicuramente una delle sue espressioni. Perché sono belle.

Vorrei congelare questo momento.
Vorrei fissarne pensieri, sentimenti e sensazioni.
Non ti muovere.

Musica è …

La musica è l’arte dei suoni per mezzo dei quali si esprimono i vari sentimenti dell’anima.

Me lo diceva sempre mio nonno, violinista autodidatta dei tempi che furono. Quanto è vero! Non riesco proprio ad immaginarmi un mondo senza musica: certe canzoni sembra che ti conoscano alla perfezione. Sono in grado di descrivere ciò che provi, di trascinarti, di consolarti, di esaltarti, di recuperare la tua anima e ciò che di te è più vero.