Rinascere nello Spirito

Mi sembrava la prima volta quella mattina di oltre un anno fa: la lettura del Vangelo di San Giovanni al Cap. 15, “La vite e i tralci”.

E Gesù che non era più solo un personaggio storico, ma Gesù visto come Dio personale espressione del Dio impersonale che ha creato tutto (i teologi e i filosofi pare che lo chiamino Logos).

Gesù come principio dell’ordine che si sviluppa nella natura apparentemente contro l’entropia anche se le leggi della fisica non vengono violate, ma Gesù anche principio dell’ordine spirituale dentro di me: se perdo il suo riferimento svanisco nel nulla, sono un tralcio che non ha più linfa.

Improvvisamente la parola di Dio riprendeva vita.

Improvvisamente avevo riscoperto tutto quello che probabilmente già sapevo, ma che non capivo più, che non riconoscevo più: da giovane, tra i 15 e i 20 anni avevo già capito che il Vangelo, magnificamente spiegato dal card. Martini, che la mia musica preferita, che le stelle, le MIE stelle davanti alle quali mi sono commosso più volte per la loro bellezza, erano espressione di un unico grande principio: la bellezza-ordine-verità magnificamente descritta da Vito Mancuso nei suoi libri.

Era tutto attraente perché espressione di bellezza; perché espressione di un ordine che vinceva il degrado, e la bellezza-ordine era verità.

Ma questo messaggio negli anni si era perso perché non sapevo più come spiegarlo; perché a furia di correre per le tante cose da fare non riuscivo più a fermarmi a pensare e a cercare la pace dentro di me.

Poi sono arrivati gli studi e la laurea.

Poi l’amore, non più quello ideale, sognato, non più quello dell’innamoramento iniziale in cui tutto è bello e non fai fatica, ma quello vero, associato alla volontà, con una donna che è diventata mia moglie e che non era più un sogno agognato. Quel rapporto che se lo vuoi tenere vivo è bellissimo, ma devi mettercela tutta.

Poi sono arrivati i miei 2 bellissimi figli e con loro il mestiere più difficile del mondo, quello di genitori.

E nel mezzo tante esperienze oscure, di malattia e morte dei famigliari.

E tanti perché senza risposta, ma che non mi hanno mai tolto del tutto la serenità.

Erano piuttosto le “perdite di tempo” che mi toglievano la serenità, il tempo dedicato a cose inutili, perché la vita è troppo bella per essere sprecata.

Adesso e da quella mattina mi sembra di vedere la luce. Improvvisamente mi sembra di ritrovare il filo che avevo perso. E questo lo devo ad una persona che non conosco da vicino, ma che ha avuto il coraggio di rivelare il suo pensiero nei suoi libri, senza ritenerlo inutile: Vito Mancuso. Discepolo ed estimatore (non a caso!) del mio padre spirituale nei cieli della pace, il card. Martini.

Spero di avere il coraggio di fare altrettanto anch’io, ma prima ho bisogno di fare ancora chiarezza, di approfondire, di meditare/pregare, ma in modo nuovo; sapendo che meditazione e preghiera non sono un’astrazione dal mondo, ma esattamente il contrario: entrare in armonia con il creato, perché espressione e scoperta dello stesso Dio.

Buon viaggio a Vito che è già molto avanti e buon viaggio anche a me.

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Credo! O almeno credo …

Ligabue – Almeno credo

Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire.

Credo che ci voglia un Dio ed anche un bar,
credo che stanotte ti verrò a trovare
per dirci tutto quello che dobbiamo dire,
o almeno credo …

Mentre Gesù vi si recava , le folle gli si accalcavano attorno. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò.

Credo proprio che non sia già tutto qui
e certi giorni invece credo sia così,
credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire,
a questo credo …

Gesù disse: “Chi mi ha toccato?”. Tutti negavano. Pietro allora disse: “Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”. Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!”.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore credo
Se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo,
se ti basta chiamami scemo, ma io almeno …

Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: “Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”.

Credo nel rumore di chi sa tacere,
che quando smetti di sperare inizi un pò morire,
credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori,
o almeno credo.

Ma Gesù, avendo udito, rispose: “Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata”. Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei.

Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave,
che ogni verità può fare bene e fare male,
credo che adesso mi devi far sentire le mani,
che a quelle credo …

Gesù disse: “Non piangete. Non è morta, ma dorme”. Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: “Fanciulla, àlzati!”.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a modo suo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore chiama amore.

La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a modo suo,
qua non c’è mai stato solo un mondo solo,
credo a quel tale che dice in giro che l’amore porta amore credo
Se ti serve chiamami scemo, ma io almeno credo,
se ti basta chiamami scemo, ma io almeno credo.

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Tratto dalla canzone “Almeno credo” di Luciano Ligabue e dal capitolo 8 del Vangelo di San Luca

Ho un po’ di traffico nell’anima

Luciano Ligabue “live” – Hai un momento Dio?

C’ho un po’ di traffico nell’anima, non ho capito che or’è
C’ho il frigo vuoto, ma voglio parlare perciò, paghi te.
Che tu sia un angelo od un diavolo, ho 3 domande per te:
chi prende l’inter, dove mi porti e poi dì, soprattutto perché?
Perché ci dovrà essere un motivo, no?
Perché forse la vita la capisce chi è più pratico.
Hai un momento Dio?
No, perché sono qua, insomma ci sarei anch’io.
Hai un momento Dio?
O te o chi per te, avete un attimo per me?

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?” Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: “Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?”. Domandò loro: “Che cosa?”. Gli risposero: “Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute”. “Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.

Li pago tutti io i miei debiti, se rompo pago per tre
quanto mi conta una risposta da te, di su, quant’è?
ma tu sei lì per non rispondere, e indossi un gran bel gilet
non bevi niente e io non ti sento com’è?
Perché?

Perché ho qualche cosa in cui credere

perché non riesco mica a ricordare bene che cos’è. 

Hai un momento Dio?

No perché sono qua, se vieni sotto offro io.
Hai un momento Dio?
Lo so che fila c’è ma tu hai un attimo per me.

Disse loro: “Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista.

Nel mio stomaco son sempre solo, nel tuo stomaco sei sempre solo
ciò che sento, ciò che senti, non lo sapranno mai….

Almeno dì se il viaggio è unico e se c’è il sole di là
se stai ridendo, io non mi offendo però, perché
perché nemmeno una risposta ai miei perché
perché non mi fai fare almeno un giro col tuo bel gilet.

Hai un momento Dio?
No perché sono qua , insomma ci sarei anch’io
Hai un momento dio?
O te o chi per te avete un attimo per me?

Ed essi dissero l’un l’altro: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?”. Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!”. Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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Tratto dalla canzone “Hai un momento Dio?” di Luciano Ligabue e dal capitolo 24 del Vangelo di San Luca

L’altra immensità di Francesco

La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza […]

Tanti di noi, mi includo anch’io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo, non curiamo, non custodiamo quello che Dio ha creato per tutti e non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri. […]

Domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo.

(Papa Francesco, Lampedusa, 8 luglio 2013)

Sembra davvero la Chiesa di Francesco d’Assisi quella di Papa Francesco. E infatti queste sue dichiarazioni hanno lasciato il segno come da tempo non succedeva nei richiami di un papa. Il tema è di quelli che non lasciano la coscienza in pace a nessuno: l’Italia fa parte di quel 20% di popolazione mondiale che possiede l’80% delle risorse. Anche in questo periodo di crisi. Il Vangelo che ci ha dato la Chiesa cattolica non lascia spazio a dubbi: chi non riconosce Gesù soprattutto negli ultimi non ha capito chi è Gesù. Ecco perché Francesco chiede di piangere sulla nostra indifferenza.

Francesco non è solo un nuovo Papa: è anche un Papa nuovo.

E secondo me a lui e, spero in futuro, alla mia chiesa cattolica tutta, calzano a pennello queste parole di “Con voi”, una delle ultime canzoni di Claudio Baglioni:

Questo è il tempo di trovare un’altra immensità 
diventare liberi 
di cercare un mondo nuovo e nuove identità
di restare semplici
e questo è il tempo di guardare con ingenuità
di tornare piccoli
di salvare la speranza nella verità