Come in un presente eterno

Non sapremo mai se il nostro incontro sia più effetto o causa …
Ci siamo trovati per caso o per necessità?
C’è un istinto comune che quella sera ci ha “costretti” ad incontrarci?

E’ una domanda che per me resta senza risposta, però mi piace pensare che le nostre due strade si siano unite in quella strada senza inizio e senza fine che è l’amore: una corrente sottomarina potente e inarrestabile nella quale siamo stati risucchiati, una convergenza parallela che proprio in quel punto dello spazio/tempo ha generato l’incontro che ci ha portato ancora adesso, dopo 14 anni di matrimonio e 18 di conoscenza, a stupirci di quanto accadde allora e da allora in poi.

Anche se fossi un poeta le parole sarebbero inadeguate per descrivere la nostra storia,  fatta di sorrisi, pianti, sensazioni, emozioni, viaggi, sogni, figli, musiche, profumi, odori, condivisione, complicità, gioie, dolori e quant’altro.

Ma tutto questo l’abbiamo vissuto insieme, la scienza direbbe “in risonanza”, la musica “in armonia”.

Tutti questi ricordi sono un presente eterno, che il suo spazio è ovunque e il suo tempo non è mai, sono tutti li, scolpiti nella mente e nel cuore, indistruttibili.
Sono roccia solida sulla quale costruire quando sarà ancora necessario, sono una casa sicura nella quale trovare riparo durante una tempesta: il viaggio non è finito e la nostra vita è tutt’altro che una routine.

Che vaghiamo ancora verso terre di confine, sapendo cosa ci aspetta solo in parte, LIBERI anche se il viaggio sarà insieme,LIBERI proprio perché il viaggio sarà insieme.

E allora, Amore mio, eccoci, noi due là!
Di nuovo in cammino, come in un presente eterno, solo il cielo per vestito e malattia dell’infinito

 

La #fraternità produce #crescita

I SOGNI SONO DEI BELLISSIMI DISEGNI COLORATI NEL CIELO DELLA SPERANZA

Condivido parola per parola.

Sirena Guerriglia Blog

“Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”

 Nelson Mandela

Adoro questa affermazione di Nelson Mandela. Cerco ogni volta di stamparmela in testa, non mi arrendo nel sognare, non mi voglio arrendere nello smettere di credere che i miei sogni un giorno si possano avverare, devo vincere la paura di non avere più nulla da sognare.

Nelson Mandela Nelson Mandela

Non smettiamo mai di sognare senza la forza dei sogni l’uomo non eleva la sua anima da terra, rimane ancorato a terra, schiavo del “materiale”, vuoto, arido assolutamente distaccato, ormai, dal bambino che fu:  irrimediabilmente grigio e senza speranza, si, perchè i sogni sono dei bellissimi disegni colorati nel cielo della Speranza.

(c) Lorella Ronconi #JeRuoule

C’è chi sogna di dominare il mondo e chi dedica tutta la vita alla creazione di una spada. E se c’è un sogno a cui sacrificare tutti se stessi, c’è anche un…

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Salvare il mondo #salvareilmondo

Downshifting eseguito

Simone Perotti - Adesso basta

Simone Perotti – Adesso basta

Adesso posso dirlo: ce l’ho fatta, ho cambiato lavoro dopo 17 anni.

Avevo una posizione lavorativa carica di responsabilità tipiche di un livello quadro se non di un dirigente. E io non ero ne’ l’uno ne’ l’altro.

Ero il classico capro espiatorio, quello che i tuoi successi sono solo quelli degli altri, mentre i demeriti sono sempre i tuoi.

Dopo tre anni di promesse non mantenute, di prese per i fondelli e di proteste sempre più pressanti da parte mia, ho dato seguito alle minacce: ho chiesto un trasferimento in un altro ufficio.

“Ma come! Non vorrai ricominciare da capo dopo 17 anni?”

Così mi dicevano i miei colleghi più stretti, decisamente stupiti, ma anche incuriositi.

Così mi dicevano, con un po’ di scherno, il mio capo diretto e il direttore generale.

Ci sono voluti più di dieci mesi di lotte, confronti a muso duro e minacce velate, ma alla fine ce l’ho fatta: adesso sono in un posto più tranquillo, dove faccio un lavoro decisamente adatto al mio livello. Intendiamoci: non ho tempo per cazzeggiare, ma l’ambiente è rilassato, famigliare e collaborativo, privo di quello spirito di eccessiva competizione che alla fine ti spingeva allo scontro invece che al confronto.

Dal punto di vista economico al peggio prenderò qualche centinaio di euro in meno in un anno, assolutamente non fondamentali, che verranno tutti recuperati in salute e serenità.

Sapevo di poter dichiarare guerra ai grandi capi correndo un rischio minimo: lasciarmi a casa avrebbe voluto dire lasciare scoperta una posizione nevralgica e avrebbe mandato in tilt l’intero ufficio in cui lavoravo. Quando hanno capito che facevo sul serio hanno ritenuto fosse meglio cercare il dialogo per cercare una soluzione insieme: un passaggio di consegne in cambio di una promessa scritta. E così è andata.

Chi è arrivato al mio posto si è preso in carico solo il lavoro più ordinario, mentre tutte le responsabilità aggiuntive sono finite nelle mani di un livello “quadro”, che prima era il mio capo diretto. Ed è giusto così.

Non solo: la mia scelta e la mia “vittoria” hanno dato coraggio ad altri colleghi.

Rivolgo pubblicamente un grazie colossale a chi ha ispirato la mia scelta: Simone Perotti.

La scelta di Simone è gigantesca confronto alla mia: lui si è licenziato, io mi sono solo trasferito.

Entrambe però sono scelte di downshifting: più tempo per te stesso (e nel mio caso per la famiglia) e tanta tanta serenità in più.

Lezione di ieri: ciò che non desideri accada potrebbe essere una delle cose più belle che ti possa succedere.

Come dall’energia del caos è possibile ricavare il logos che non ti aspetti. Grazie a chi ha avuto la bontà di raccontare la serata!

Suoni e Passioni

Un po’ di fatti miei.

Tra i lavori che faccio per il comune dove lavoro c’è anche quello di organizzare eventi. Attenzione al denaro dei cittadini e qualità le cose più importanti. Mesi di organizzazione, speranze, desideri, passioni. Prepariamo 10 giorni di spettacoli. Un occhio tutti i giorni al meteo perché l’iniziativa è tutta all’aperto. Ieri il primo concerto: Eugenio Finardi. Tutto il giorno un caldo torrido. Ma le previsioni dicono temporale sicuro a partire dalle 21.00. Noi imploriamo le nuvole di andare via, di girarci intorno. Arriva Eugenio. Seduto con me c’è Mauro Spina (amico di cui ho già raccontato) che suonava la batteria nei Crisalide, la band dei primi dischi di Finardi. Non si vedono da anni. Si abbracciano. Finardi lo invita a suonare due pezzi con lui per il gran finale: Musica Ribelle e Extraterrestre. Fanno il check. C’è ancora il sole. Alle 21.00 tutti pronti e…

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Vent’anni di vacanza

Nebulosa tarantola

Nebulosa tarantola

Tanto tempo è passato dalle mie ultime notti (serie) di astrofilo: quasi 20 anni.

Tante le ragioni: la laurea, il lavoro, poi il matrimonio e i figli piccoli.

Ma non vi ho mai dimenticato, ne’ si è mai spenta dentro di me la bellezza che mi avete lasciato.

E adesso è il momento di dire alle “mie” stelle: we never broke up, we only took a 20 year vacation (non ci siamo mai lasciati, ci siamo solo presi 20 anni di vacanza).