Ecco il #mistero: l’#uomo riesce ad #amare lo stesso. A proposito di #bene e #male

Discussione tra amici: perché il male?

Dicono tutti: se c’è il male da qualche parte deve venire, altrimenti non si spiega. Seguono vari pensieri, più o meno filosofico/religiosi, che tirano in ballo diavolo, peccato originale, miti sull’origine dell’universo e altro ancora.

Mi permetto di dissentire: il problema non è la presenza del male.

Viviamo in un universo decisamente ostile alla vita: la maggior parte dei sistemi stellari sono multipli, non come il nostro che possiede una sola stella, e quindi molto meno adatti ad ospitare la vita. Nei sistemi stellari singoli devono verificarsi parecchie coincidenze positive perché nasca un pianeta che sia nello stesso tempo a distanza giusta, non gassoso, con acqua a sufficienza e così via: adatto in poche parole ad ospitare la vita.

La Terra è uno di questi pianeti, ma la vita intelligente, l’homo sapiens che saremmo noi, è nata solo 160.000 anni fa, ostinatamente e nonostante tutto, dopo una continua crescita di complessità. Si, la vita ha generato un pezzo di universo autocosciente, l’ha fatto comunque, a prezzo di tante grandi estinzioni, e nonostante sia sufficiente un niente per incenerire tutto. Terremoti, alluvioni, asteroidi/comete che precipitano (il cosiddetto “male fisico”) sono eventi piuttosto frequenti, eppure noi ci siamo, almeno per ora.

E’ vero che siamo capaci, eccome se lo siamo, di fare del male volontariamente: il cosiddetto “male morale”. Non penso proprio che ci sia da stupirsi, visto l’universo che ci circonda e di cui siamo parte. Il “male morale” non è altro che una logica conseguenza del “male fisico”.

C’è piuttosto da stupirsi del contrario: che siamo in grado di amare e di fare il bene.

Come dice il grande Lucio Dalla:

Ecco il mistero
Sotto un cielo di ferro e di gesso
L’uomo riesce ad amare lo stesso
E ama davvero
Senza nessuna certezza
Che commozione, che tenerezza

Ecco quindi la domanda ultima: non “da dove viene il male (morale)”, che è una conseguenza naturale dell’ambiente che ci circonda, intriso di “male fisico”, ma “da dove viene il bene”? Perché siamo capaci di amare? L’amore è anche Amore?

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Come in un presente eterno

Non sapremo mai se il nostro incontro sia più effetto o causa …
Ci siamo trovati per caso o per necessità?
C’è un istinto comune che quella sera ci ha “costretti” ad incontrarci?

E’ una domanda che per me resta senza risposta, però mi piace pensare che le nostre due strade si siano unite in quella strada senza inizio e senza fine che è l’amore: una corrente sottomarina potente e inarrestabile nella quale siamo stati risucchiati, una convergenza parallela che proprio in quel punto dello spazio/tempo ha generato l’incontro che ci ha portato ancora adesso, dopo 14 anni di matrimonio e 18 di conoscenza, a stupirci di quanto accadde allora e da allora in poi.

Anche se fossi un poeta le parole sarebbero inadeguate per descrivere la nostra storia,  fatta di sorrisi, pianti, sensazioni, emozioni, viaggi, sogni, figli, musiche, profumi, odori, condivisione, complicità, gioie, dolori e quant’altro.

Ma tutto questo l’abbiamo vissuto insieme, la scienza direbbe “in risonanza”, la musica “in armonia”.

Tutti questi ricordi sono un presente eterno, che il suo spazio è ovunque e il suo tempo non è mai, sono tutti li, scolpiti nella mente e nel cuore, indistruttibili.
Sono roccia solida sulla quale costruire quando sarà ancora necessario, sono una casa sicura nella quale trovare riparo durante una tempesta: il viaggio non è finito e la nostra vita è tutt’altro che una routine.

Che vaghiamo ancora verso terre di confine, sapendo cosa ci aspetta solo in parte, LIBERI anche se il viaggio sarà insieme,LIBERI proprio perché il viaggio sarà insieme.

E allora, Amore mio, eccoci, noi due là!
Di nuovo in cammino, come in un presente eterno, solo il cielo per vestito e malattia dell’infinito

 

La #fraternità produce #crescita

Ex voto

Bellissimo racconto. Proprio tre giorni fa mio papà è stato operato all’anca e sta già gridando al “miracolo” del medico che l’ha operato. Coincidenza perfetta, tanti complimenti all’autore e un brindisi virtuale a mio papà e allo staff medico/infermieristico che lo sta curando.

Briciolanellatte Weblog

GaltellìIl dolore all’anca si stava riacutizzando. Ogni tanto una fitta lancinante lo scuoteva violentemente tanto da dover decelerare per non correre il rischio di perdere il controllo del mezzo. Arturo si rimproverò di aver dimenticato gli antidolorifici a casa: ma come poteva immaginare che il disturbo, dopo tanti giorni, sarebbe tornato? No, non avrebbe resistito a lungo. E dire che quella sarebbe stata anche una giornata di lavoro molto impegnativa… un bel guaio, pensò.
Al primo casello autostradale, uscì. Aveva bisogno di una farmacia. E la strada subito precipitò giù tra i fianchi stretti di una collina che pareva aprirsi all’ultimo momento al suo passaggio. Dopo una curva a gomito fu abbagliato dalla lucentezza del mare che dal verde azzurro della costa prendeva il blu cupo del cielo man mano che cercava di raggiungere vanamente l’orizzonte. Fece ancora alcune curve, da ottovolante, per poi ritrovarsi lungo un viale alberato che, senza altre deviazioni, lo…

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La serata perfetta

Giove con i suoi satelliti

Giove con i suoi satelliti “medicei” Io, Europa, Ganimede e Callisto

Sabato sera, una di quelle sere in cui non vale che i bambini devono andare a letto presto perché il giorno dopo c’è la scuola.

Una sera limpida nella Pianura Padana, come da qualche tempo se ne vedono, ma ovviamente non di sabato, perché di sabato sera si annuvola o piove. Oppure c’è la cena con gli amici o chissà cos’altro.

Tolgo dallo stato di ibernazione secolare il mio vecchio telescopio ETX90, piccolo, ma ideale da gestire in occasioni come queste, in cui devi fare presto perché ci sono ben 3 pianeti da guardare: Giove ad Ovest, Marte a Sud e Saturno a sud-est.

Mi muovo ad una velocità che Flash mi fa un baffo; e infatti il giorno dopo sono fisicamente KO e giuro e spergiuro che tornerò a fare sport, anche se di anni ne sto per compiere 44 …

Il primo obbiettivo è Giove, prima che si abbassi troppo sull’orizzonte: sono ben visibili le due fasce rosse principali sul dischetto e soprattutto i quattro satelliti scoperti da Galileo (Io, Europa, Ganimede e Callisto). I miei due pargoli arrivano incuriositi e rimangono a bocca aperta. Che soddisfazione! In quel momento non esistono più Scooby Doo, SpiderMan, Violetta, il tablet con i suoi giochini, il calcio etc etc etc.

“Papy, è li che è andato Luca (Parmitano ndr)?” mi chiede il piccolo.

“No tato, Luca è andato molto più vicino, ma forse un giorno l’uomo arriverà anche su Giove. Per ora ci abbiamo mandato tanti robot che hanno scattato molte foto e scoperto tante Lune.”

La figlia più grande mi chiede il tempo di scrivere i nomi dei quattro satelliti scoperti da Galileo: lo vuole raccontare alle sue maestre quando torna a scuola. Mica li hanno visti tutti “dal vero” …

Saturno

Saturno

E’ tempo di salutare Giove e dare una sbirciata a Saturno, il pianeta con gli anelli più belli e meglio visibili (hanno anelli anche Giove, Urano e Nettuno). E’ il pezzo forte della serata: “ma allora esistono davvero!”.

E’ appena visibile anche il satellite Titano, ma è troppo difficile per occhi non esperti.

Poi Marte, più a sud: il dischetto è davvero piccolo, ma il colore è rosso vivo e fa una certa impressione.

Molliamo il telescopio al suo destino (speriamo che non torni ad ibernarsi …) e passiamo al computer: il programma che usiamo si chiama Stellarium ed è in grado di mostrare in pochi secondi sia le stelle, sia i disegni delle costellazioni, sia le posizioni dei pianeti. E’ anche in grado di ingrandire i pianeti mostrando le posizioni dei satelliti. E’ tutto un “oooh! Ma quello l’abbiamo visto!”. Nel programma è ben visibile l’ombra proiettata da un satellite su Giove. Immancabile la domanda del piccolino: “Papy, ma quella non me l’hai fatta vedere!”. Vagli a spiegare che serve un telescopio decisamente più grande (e costoso).

La serata per i pargoli si conclude qui: un viaggio nello spazio di un’ora circa in cui hanno visto che quello che talvolta vedono nei fumetti, sui giornali io in TV non è finzione. E che la natura a volte può anche superare la fantasia.

PS: Si vede che il papà è entusiasta?

Vent’anni di vacanza

Nebulosa tarantola

Nebulosa tarantola

Tanto tempo è passato dalle mie ultime notti (serie) di astrofilo: quasi 20 anni.

Tante le ragioni: la laurea, il lavoro, poi il matrimonio e i figli piccoli.

Ma non vi ho mai dimenticato, ne’ si è mai spenta dentro di me la bellezza che mi avete lasciato.

E adesso è il momento di dire alle “mie” stelle: we never broke up, we only took a 20 year vacation (non ci siamo mai lasciati, ci siamo solo presi 20 anni di vacanza).

Che film la vita

1982, avevo 12 anni. Al ritorno dalle scuole medie ascoltavo alla radio la “Hit Parade” dei “45 giri” più venduti della settimana.

Ricordo benissimo che al primo posto per qualche settimana rimase “Avrai”, di Claudio Baglioni, canzone dedicata al figlio nato da poco.

Quella canzone mi è rimasta nel cuore, l’ho cantata a squarciagola ad un concerto di Baglioni nel 1992 (avevo 22 anni) ma mai avrei immaginato che il 29 marzo 2014 l’avrei cantata in un altro concerto di Baglioni insieme a mia figlia, 9 anni.

A volte la vita va molto oltre la fantasia!

Baglioni, Con Voi tour, Bologna Casalecchio, 29 marzo 2014

Baglioni, Con Voi tour, Bologna Casalecchio, 29 marzo 2014