La serata perfetta

Giove con i suoi satelliti

Giove con i suoi satelliti “medicei” Io, Europa, Ganimede e Callisto

Sabato sera, una di quelle sere in cui non vale che i bambini devono andare a letto presto perché il giorno dopo c’è la scuola.

Una sera limpida nella Pianura Padana, come da qualche tempo se ne vedono, ma ovviamente non di sabato, perché di sabato sera si annuvola o piove. Oppure c’è la cena con gli amici o chissà cos’altro.

Tolgo dallo stato di ibernazione secolare il mio vecchio telescopio ETX90, piccolo, ma ideale da gestire in occasioni come queste, in cui devi fare presto perché ci sono ben 3 pianeti da guardare: Giove ad Ovest, Marte a Sud e Saturno a sud-est.

Mi muovo ad una velocità che Flash mi fa un baffo; e infatti il giorno dopo sono fisicamente KO e giuro e spergiuro che tornerò a fare sport, anche se di anni ne sto per compiere 44 …

Il primo obbiettivo è Giove, prima che si abbassi troppo sull’orizzonte: sono ben visibili le due fasce rosse principali sul dischetto e soprattutto i quattro satelliti scoperti da Galileo (Io, Europa, Ganimede e Callisto). I miei due pargoli arrivano incuriositi e rimangono a bocca aperta. Che soddisfazione! In quel momento non esistono più Scooby Doo, SpiderMan, Violetta, il tablet con i suoi giochini, il calcio etc etc etc.

“Papy, è li che è andato Luca (Parmitano ndr)?” mi chiede il piccolo.

“No tato, Luca è andato molto più vicino, ma forse un giorno l’uomo arriverà anche su Giove. Per ora ci abbiamo mandato tanti robot che hanno scattato molte foto e scoperto tante Lune.”

La figlia più grande mi chiede il tempo di scrivere i nomi dei quattro satelliti scoperti da Galileo: lo vuole raccontare alle sue maestre quando torna a scuola. Mica li hanno visti tutti “dal vero” …

Saturno

Saturno

E’ tempo di salutare Giove e dare una sbirciata a Saturno, il pianeta con gli anelli più belli e meglio visibili (hanno anelli anche Giove, Urano e Nettuno). E’ il pezzo forte della serata: “ma allora esistono davvero!”.

E’ appena visibile anche il satellite Titano, ma è troppo difficile per occhi non esperti.

Poi Marte, più a sud: il dischetto è davvero piccolo, ma il colore è rosso vivo e fa una certa impressione.

Molliamo il telescopio al suo destino (speriamo che non torni ad ibernarsi …) e passiamo al computer: il programma che usiamo si chiama Stellarium ed è in grado di mostrare in pochi secondi sia le stelle, sia i disegni delle costellazioni, sia le posizioni dei pianeti. E’ anche in grado di ingrandire i pianeti mostrando le posizioni dei satelliti. E’ tutto un “oooh! Ma quello l’abbiamo visto!”. Nel programma è ben visibile l’ombra proiettata da un satellite su Giove. Immancabile la domanda del piccolino: “Papy, ma quella non me l’hai fatta vedere!”. Vagli a spiegare che serve un telescopio decisamente più grande (e costoso).

La serata per i pargoli si conclude qui: un viaggio nello spazio di un’ora circa in cui hanno visto che quello che talvolta vedono nei fumetti, sui giornali io in TV non è finzione. E che la natura a volte può anche superare la fantasia.

PS: Si vede che il papà è entusiasta?

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Moglie e 2 figli che adoro. Un lavoro comune dietro una scrivania, di responsabilità ma non troppo. Cattolico “di frontiera”. Leggo con passione Carlo Maria Martini e Vito Mancuso. Non mi piacciono miracolismi e i complottismi. Seguo il CICAP e Paolo Attivissimo. Ammiro chi ha avuto il coraggio di cambiare vita per darle un senso, per esempio Simone Perotti. Sono un astrofilo da sempre e trovo bellissimo il cielo stellato.

3 Responses to La serata perfetta

  1. Valeria says:

    “Mi piace la parola perfezione, perché ne siamo circondati e facciamo fatica ad accorgercene. Una delle primissime foto che scattai dall’orbita fu di un cielo annuvolato, mentre sorvolavamo il Pacifico del sud: formazioni di nubi talmente regolari da catturare l’attenzione di questo improbabile fotografo. La intitolai “un cielo perfetto”. E commisi un errore di grossolana ingenuità: il cielo è sempre perfetto. Il mare è sempre perfetto. Gli occhi delle mie figlie sono perfetti. E tutti sempre diversi, in continua, mutevole evoluzione. Questa sensazione è rimasta con me: lasciarsi cogliere di sorpresa dalla perfezione che ci circonda.”

    Luca Parmitano in “Da grande voglio fare l’astronauta”, 11/05/2014

    Bell’articolo…. e, detto tra noi, il papà ha appena insegnato ai propri figli, a cercare lo stupore in ciò che osserviamo. Ed anche qualcosa di più :

    “Cade il contatto satellitare, e non riesco ad aggiungere un pensiero che mi sovviene con un attimo di ritardo: che in realtà, tutte le volte che guardiamo verso il cielo, e ammiriamo le stesse stelle, condividiamo la stessa esperienza con tutti coloro che ancora vogliono e sanno sognare.”

    Luca Parmitano, in Concordia, blog Esa, 04/10/2013

    E insegnare a sognare ai propri figli, lo dico da mamma, è il regalo più bello che possiamo fare loro. Chi non sogna è morto dentro….
    Alla prossima ! 🙂 Valeria

    • Grazie Valeria per il tuo pensiero, che apprezzo tanto e che condivido al 100%. Nei mesi in cui a bordo c’era Luca Parmitano ho anche insegnato ai miei figli a riconoscere nel cielo serale i passaggi della ISS – Stazione Spaziale Internazionale e non vedo l’ora che parta anche Samantha Cristoforetti, tra qualche settimana, per ripetere l’esperienza. I miei figli a loro volta insegnano ai loro amici, che rimangono a bocca aperta quanto loro ed imparano che quella luce così intensa non è un’astronave di marziani, ma una navicella spaziale che trasporta addirittura dei papà. E così nasce in loro anche il sogno di esplorare lo spazio e magari un giorno di essere lassù, come Luca e Samantha.

      Complimenti anche per il tuo blog, che non conoscevo e che, da adesso, sto seguendo.

      • Valeria says:

        Quante sere passate ad aspettare l’Iss, con dentro l’uomo delle stelle, che ci rispondeva da lassù, e che pian piano è diventata una presenza sempre più familiare…
        Siamo fortunati, perché viviamo in un’epoca in cui la tecnologia consente la comunicazione con chi non immagineresti neanche.
        E se poi incontri persone come Luca e Samantha, disposte, non solo a condividere con i non addetti ai lavori le loro esperienze, ma a regalarci la loro inedita interpretazione del mondo, come ha fatto Luca con le sue foto, allora ti si apre dinnanzi un universo di spunti e conoscenze, che cogli a piene mani.
        Sono lusingata che tu segui il mio blog, anch’io mi sono sottoscritta al tuo.
        Io scrivo piccoli ritratti, consapevole che la ricchezza delle cose è nei piccoli particolari nascosti.
        Ma noi siamo fortunati : noi viviamo con gli occhi ed il cuore di chi scrive. Scoprendo quelle sfumature che sfuggono ai più, trasportati dalla più grande forza che esiste al mondo : l’immaginazione.
        A presto ! Valeria 🙂

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