Incontrare fratelli di mondi lontani

Incontrare fratelli di mondi lontani

Nel luglio 2015 la sonda NASA New Horizons raggiungerà Plutone e le sue lune, ma c’è già chi guarda oltre: spazio profondo, oggetti ghiacciati a portata di mano e un messaggio in bottiglia da lanciare verso le stelle, sperando che E.T. possa capirci qualcosa

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Il compleanno, un nuovo lavoro, un cespuglio in briciole e il lasciapassare “A38”

Sono le 5.50 e la sveglia suona all’impazzata: so che quella stronza se la gode a vedere me che sobbalzo nel letto, perché sa benissimo che di solito mi sveglio un’ora dopo; ma pare che se insulti una sveglia in questo universo ti rinchiudano in manicomio, quindi la spengo con calma, cercando di non svegliare nessuno.

Il programma della mia giornata prevede:

  • un paio d’ore in ospedale con mio padre, che a breve si dovrà operare, per tutte le visite preventive;
  • una giornata di lavoro in quella che sarà la mia nuova sede lavorativa da inizio giugno;
  • qualcosa che al momento non mi viene in mente, ma che sicuramente mi ricorderò fuori tempo utile.

Inforco vestiti e scarpe mentre sto ancora sognando di dormire, mi preparo un caffè, ingurgito un paio di biscotti e mi dirigo verso l’automobile, sulla quale trovo già mio papà (che probabilmente ci ha dormito su per paura che non suonasse la sveglia) che stringe con entrambe le mani tutta la sua storia clinica di 70 e più anni accatastata in una borsa di plastica che quando la muovi fa un casino bestiale.

Io: “Babbo, scusa ma non hai una banale carpetta?”
Papy: “Anni fa ce l’avevo, ma chissà dov’è finita”.

L’appuntamento in ospedale è per le 7.30, ma ovviamente arriviamo mezzora prima, perché “non si sa mai che chiamino prima …”.

Capiamo subito che le visite non saranno solo 2, ma almeno 6: probabilmente per operarlo devono verificare anche se possiede sangue alieno. Minimo minimo ci perdo tutta la mattinata. Arriverò subito in ritardo sul nuovo posto di lavoro, bell’inizio.

L’iter degli esami è decisamente complicato: si comincia dall’ufficio pre-ricoveri al piano terra, poi porta 4 nel corridoio a sinistra, quindi si esce verso i poliambulatori, sportello 9/10, quindi seconda stella a destra nella costellazione della corona boreale …

Il mio vecchio non corre veloce, ma dato il casino che fa la borsina di plastica almeno non corro il rischio di perderlo per strada.

Mentre cerco di districarmi nel labirinto mi arrivano una sfilza di sms che evito accuratamente di leggere perché ho già abbastanza da fare. Saranno i miei nuovi colleghi che reclamano la mia presenza o quelli vecchi che dopo soli 10 mesi in cui sanno che me ne andrò si sono improvvisamente resi conto che senza di me sarà complicato? Preferisco non saperlo.

Con un po’ di pazienza, una decina di caffè al ginseng (benedette macchinette …) e alcuni trucchi machiavellici l’impresa viene portata a termine; avete presente Asterix e Obelix quando cercano il lasciapassare A38? Beh, più o meno è andata così.

Finalmente riaccompagno a casa il mio vecchio, che sembra più in forma che mai. All’alba delle 11.30 mi decido a leggere la sfilza di sms: scopro che non riguardano il lavoro, ma … il mio compleanno! Orco mondo, ma se di solito si ricorda di farmi gli auguri solo mia moglie! Comunque è bello riscoprire che sei nel cuore di tante persone.

Il pomeriggio nella mia futura sede di lavoro trascorre tranquillo e alle 17.30 decido di tornare a casa.
Mentre torno a casa mia moglie mi ricorda che il figlio più piccolo è da un suo amico e quindi devo recuperarlo alle 18. Di solito quando la peste è dai suoi amici poi è di buon umore; sarà così anche stavolta? Data la giornata complicata nutro qualche preoccupazione …

Arrivo dal mio pargolino mentre sta praticando insieme agli amici un’attività sportiva non identificabile, che comprende l’utilizzo di palloni da calcio, basket, rugby, rami divelti da una siepe e malcapitati insetti.
Decido di non approfondire la questione e di presentarmi a lui con un sorriso smagliante.
In tutta risposta la peste

  • prima mi guarda in modo truce;
  • poi sfodera una pallonata che schivo per un nonnulla (per la cronaca il pallone finisce in strada e per poco non centra in pieno una malcapitata nonnina in bicicletta);
  • infine corre a nascondersi in un cespuglio frantumandone almeno la metà del fogliame.

Io: “Tato, cosa c’è, non ti sei divertito?”
La peste dal cespuglio: “Vai via, abbiamo appena cominciato a giocare!”
Io: “Tato, guarda che sei qui a giocare da 2 ore e 1/2! E prima avevi giocato con i tuoi amici anche all’asilo. Non hai voglia di tornare a casa?”
Lo sguardo della peste emerge dal cespuglio e urla un semplice ma efficacissimo “NOOOOOOOOOOOOO!”
Poi si ritira nuovamente nel cespuglio incenerendo il poco fogliame residuo.
Mi rivolgo alla mamma del suo amico, che mi sta guardando in cagnesco, probabilmente perché dovrà comperarsi un cespuglio nuovo: “Qualcosa oggi è andato storto?”
Lei, compatendomi e abbozzando un sorriso: “No no, tutto bene. Ma adesso dovrei tornare in casa …”

In qualche modo recupero il pupo, lo carico a forza in auto, chiamo il giardiniere per recuperare quel che resta del cespuglio e finalmente mi dirigo verso casa.
Entrato in casa mi stravacco sul divano, forse gli esami medici dovrei farli anch’io …

Dopo un po’ arriva anche mia moglie: “Ciao amore, auguri! Tutto bene oggi?”
Io: “Grazie per gli auguri amore. Per il resto hai una domanda di riserva?”

Un ponte di cui essere orgogliosi

Un ponte di cui essere orgogliosi

Articolo di Mario Calabresi su “La Stampa” del 21/05/2014.

Il nostro sport nazionale è ripetere ad alta voce che l’Italia fa schifo, che non c’è niente da difendere, che siamo perduti. E se il nostro riscatto stesse nel riscoprire che siamo capaci di umanità?

La serata perfetta

Giove con i suoi satelliti

Giove con i suoi satelliti “medicei” Io, Europa, Ganimede e Callisto

Sabato sera, una di quelle sere in cui non vale che i bambini devono andare a letto presto perché il giorno dopo c’è la scuola.

Una sera limpida nella Pianura Padana, come da qualche tempo se ne vedono, ma ovviamente non di sabato, perché di sabato sera si annuvola o piove. Oppure c’è la cena con gli amici o chissà cos’altro.

Tolgo dallo stato di ibernazione secolare il mio vecchio telescopio ETX90, piccolo, ma ideale da gestire in occasioni come queste, in cui devi fare presto perché ci sono ben 3 pianeti da guardare: Giove ad Ovest, Marte a Sud e Saturno a sud-est.

Mi muovo ad una velocità che Flash mi fa un baffo; e infatti il giorno dopo sono fisicamente KO e giuro e spergiuro che tornerò a fare sport, anche se di anni ne sto per compiere 44 …

Il primo obbiettivo è Giove, prima che si abbassi troppo sull’orizzonte: sono ben visibili le due fasce rosse principali sul dischetto e soprattutto i quattro satelliti scoperti da Galileo (Io, Europa, Ganimede e Callisto). I miei due pargoli arrivano incuriositi e rimangono a bocca aperta. Che soddisfazione! In quel momento non esistono più Scooby Doo, SpiderMan, Violetta, il tablet con i suoi giochini, il calcio etc etc etc.

“Papy, è li che è andato Luca (Parmitano ndr)?” mi chiede il piccolo.

“No tato, Luca è andato molto più vicino, ma forse un giorno l’uomo arriverà anche su Giove. Per ora ci abbiamo mandato tanti robot che hanno scattato molte foto e scoperto tante Lune.”

La figlia più grande mi chiede il tempo di scrivere i nomi dei quattro satelliti scoperti da Galileo: lo vuole raccontare alle sue maestre quando torna a scuola. Mica li hanno visti tutti “dal vero” …

Saturno

Saturno

E’ tempo di salutare Giove e dare una sbirciata a Saturno, il pianeta con gli anelli più belli e meglio visibili (hanno anelli anche Giove, Urano e Nettuno). E’ il pezzo forte della serata: “ma allora esistono davvero!”.

E’ appena visibile anche il satellite Titano, ma è troppo difficile per occhi non esperti.

Poi Marte, più a sud: il dischetto è davvero piccolo, ma il colore è rosso vivo e fa una certa impressione.

Molliamo il telescopio al suo destino (speriamo che non torni ad ibernarsi …) e passiamo al computer: il programma che usiamo si chiama Stellarium ed è in grado di mostrare in pochi secondi sia le stelle, sia i disegni delle costellazioni, sia le posizioni dei pianeti. E’ anche in grado di ingrandire i pianeti mostrando le posizioni dei satelliti. E’ tutto un “oooh! Ma quello l’abbiamo visto!”. Nel programma è ben visibile l’ombra proiettata da un satellite su Giove. Immancabile la domanda del piccolino: “Papy, ma quella non me l’hai fatta vedere!”. Vagli a spiegare che serve un telescopio decisamente più grande (e costoso).

La serata per i pargoli si conclude qui: un viaggio nello spazio di un’ora circa in cui hanno visto che quello che talvolta vedono nei fumetti, sui giornali io in TV non è finzione. E che la natura a volte può anche superare la fantasia.

PS: Si vede che il papà è entusiasta?

Fede e superstizione

L’illuminismo combatte la fede sul terreno della storia, della scienza, e vince il confronto, perché in quel campo ha ragione. Così, magari dimostrando la falsità di un documento o di un fatto storico, sul quale la fede si basa, crede di averla sconfitta. Il punto è però che quella non è fede (Glauben), ma superstizione (Aber-glauben), perché la fede non è affatto una credenza, bensì un sapere, conoscenza non di fatti esteriori ma dello spirito e nello spirito, che non dipende da questo o quel documento o fatto storico. Il dramma è che tutto ciò è ignoto non solo alla raison illuministica, ma anche alla fede, che resta quasi sempre a livello di superstiziosa credenza e perciò genera una teologia come presunto sapere.

Il conflitto ragione-fede esiste dunque solo quando la prima non è vera ragione e la seconda non è vera fede.

Tratto dall’articolo “Preghiere laiche” del sito web del Prof. Marco Vannini

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Hai presente quelle volte in cui vorresti.. faresti.. ma non sai cosa. Senti che hai bisogno di qualcosa.. di un’emozione.. di quello che ti fa aprire face book, twitter, ecc e cominci a leggere, scrivere, curiosare.. cercare di attirare l’attenzione di qualcuno.. non so di chi.. ma sembra mai quella di chi vorresti.. in realtà non sai nemmeno chi vorresti ti notasse … ma chiunque lo faccia non sembra mai la persona giusta.

Forse semplicemente non sei nel posto giusto.. e non intendo sul sito giusto.

La realtà è che non  vorresti sentire nessuno veramente, perché basterebbe fare una chiamata in tal senso.. ma solo non continuare a fare quello che stavi facendo, evadendo un po’, in un certo senso … ma da cosa?

 

You know those times when you’d like .. you would do .. but do not know what. You feel that you need something …

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Vent’anni di vacanza

Nebulosa tarantola

Nebulosa tarantola

Tanto tempo è passato dalle mie ultime notti (serie) di astrofilo: quasi 20 anni.

Tante le ragioni: la laurea, il lavoro, poi il matrimonio e i figli piccoli.

Ma non vi ho mai dimenticato, ne’ si è mai spenta dentro di me la bellezza che mi avete lasciato.

E adesso è il momento di dire alle “mie” stelle: we never broke up, we only took a 20 year vacation (non ci siamo mai lasciati, ci siamo solo presi 20 anni di vacanza).