Questione di punti di vista

maniQuesto articolo è scritto con entrambe le mani.

Già: perché da stamattina, dopo 27 giorni di “gesso”, la mano destra è nuovamente libera, anche se imbranata come non mai.

L’istinto è quello di tornare a fare come prima, usando la destra per tutte le cose principali, ma cercherò di non farlo, o almeno di non farlo sempre.

  1. Anzitutto per riconoscenza: la mano sinistra ha sostituito in tutto e per tutto la destra in questo periodo; sarebbe ingrato dirle “Grazie e arrivederci”.
  2. E poi per una questione di buona gestione delle risorse: ho scoperto che usare entrambe le mani aiuta a vedere ogni cosa sotto un diverso punto di vista. E che talvolta quello che non riuscivi a fare con la destra, per ragioni di “simmetria” riesci a farlo con la sinistra.

Quindi grazie di tutto, cara mano sinistra, e scusa se ti ho tralasciato per tutti questi anni. Da oggi non sarà più così!

Il mio canto alla felicità

Tu sei il mio canto alla felicità
la mia più cara antologia
tu sei la mia più vera biografia
e un cielo che trattiene la sua infinità

Bellezza e creatività

Che la bellezza non è solo uno zigomo, un capitello, un tramonto. La bellezza è la creatività in qualsiasi forma si esprima. Il disegno di un bambino è bello anche quando è brutto, perché nel farlo il bambino ha usato energia creatrice. Crescendo ci si vergogna di creare: si preferisce distruggere, deridere, insultare. Così si finisce per credere che la creatività sia un dono riservato a pochi eletti: gli artisti. Invece tutti possiamo creare bellezza. Ce ne siamo solo dimenticati.

Citazione di Massimo Gramellini, “Sanremo Beauty

Figlia mia, sei proprio cresciuta …

La poesia dell'amicizia

La poesia dell’amicizia

Quando, a nove anni e mezzo, si appendono nella propria camera “massime” come queste prima un genitore rimane a bocca aperta, poi rischia di piangere di gioia, poi pensa che è fortunato e magari … che è anche stato bravo, no?

Il sonno della ragione genera mostri

Il sonno della ragione genera mostri

L’ultima salita

A 10 anni dalla morte di Marco Pantani: grazie campione per avermi fatto sognare!

Corri più veloce del vento
il vento non ti prenderà mai
corri ancora adesso lo sento
sta’ soffiando sopra gli anni tuoi.
Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no

Diario di un infortunato temporaneo – Prima parte

Infortunio

Infortunio

Questo post è stato scritto con la mano sinistra, anche se non sono “mancino”: domenica sera, 2 febbraio, mi sono rotto il dito mignolo della mano destra. Risultato: un mese di gesso fino a metà dell’avambraccio destro, quindi mano destra quasi inutilizzabile, un mese di riposo a casa dal lavoro.

Le considerazioni che seguono provengono dalla mia esperienza e spero possano servire a chi ha avuto e purtroppo avrà esperienze simili alla mia, non gravi me nemmeno simpatiche.

  1. Le prime 24 ore sono le più difficili. Siete arrabbiati, sicuramente avete dolore e probabilmente non siete riusciti a dormire. Cercate di lasciarle passare distraendovi il più possibile e non traete conclusioni affrettate: avete appena preso un gol, ma la partita non è finita.
  2. Se, come me, vi ostinate a pensare che con un po’ di attenzione tutto questo non sarebbe successo, prima cercate di perdonarvi: nessuno è infallibile. Anche Gigi Buffon ha preso qualche “gollonzo”, eppure ha vinto i campionati del mondo del 2006.
  3. Non potete usare la mano destra come vorreste, ma … c’è sempre la sinistra! E il resto del corpo funziona ancora. Quindi fate tutto quello che vi sentite di fare, usando prudenza, ma senza sentirvi prossimi alla fine del mondo. E’ sorprendente la quantità di cose che si possono ancora fare (senza strafare!).
  4. (Re)Imparare a lavarsi i denti con la mano sinistra richiede tempo: inutile arrabbiarsi. Siate pazienti anzitutto con voi stessi: la fretta è inutile e dannosa, perché provoca arrabbiature, frustrazioni e a volte anche ulteriori infortuni. Rallentate: nessuno vi corre dietro! Ed essere tolleranti con voi stessi vi insegnerà ad esserlo anche con gli altri.
  5. Un piccolo infortunio non vi trasforma magicamente nell’Imperatore del Pianeta Terra e chi vi sta’ attorno non diventa improvvisamente vostro suddito. Ma se qualcuno si offre di aiutarvi con cuore sincero, perché respingerlo? Mettete da parte il vostro orgoglio e siate umili: a volte è più difficile “lasciarsi amare” che amare. E questa potrebbe essere l’occasione giusta per annullare certe distanze che si erano create per ragioni che magari avete già dimenticato.

Fine della prima parte e saluti dalla mano sinistra ormai esausta.