Il profeta e la cometa

Giotto - Adorazione dei magi

Giotto – Adorazione dei magi

Una serata che non dimenticherò mai: l’incontro e la conoscenza con un profeta dei nostri tempi.

Lo conoscete già, si tratta di Vito Mancuso, ma stavolta è diverso: l’ho conosciuto di persona ad una serata di presentazione del suo ultimo libro. L’ho salutato e ringraziato. Poi, tornato a casa, ho sentito il bisogno di scrivergli alcune riflessioni via email.
Il mattino dopo ho trovato la sua splendida risposta.
Adesso lo so: è una persona “vera”, che crede in quello che fa e che dice/scrive. Cosa affatto scontata per chi, volente o nolente, è oramai anche uomo di spettacolo.

A mio parere Vito Mancuso sta cambiando l’approccio alla fede di chi, come me, “non ci stava più dentro” con i dubbi.

Dice/scrive cose che mi sembra di sapere da sempre, ma che non riuscivo ad esprimere e a mettere in ordine. E’ la dote di un profeta.

Negli stessi giorni in cui ho conosciuto Vito Mancuso la cometa ISON sembra avere terminato del tutto il suo cammino, sciolta da un passaggio troppo ravvicinato al Sole. Forse il suo compito era di condurmi dal profeta.

La via giusta è…

La via giusta è simile all’acqua che, adeguandosi a tutto, a tutto è adatta.

Consiglio di Lao-tzu, ripreso da Vito Mancuso nel suo ultimo libro “Il principio passione”, cap. 4 “Com’è profondo il mare”.

Citazione che sta a significare la necessità di un discernimento continuo per capire come operare in ogni situazione nel miglior modo possibile.

Esiste un vaccino contro l’ignoranza?

Logo CICAP

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Non so se avete mai sentito parlare dei vaccini che causerebbero l’autismo.
E’ una bufala accertata da anni, come ben descritto in questi due articoli:

Eppure qualcuno ancora oggi sostiene il contrario, come purtroppo viene messo in evidenza dal primo dei due articoli.

Quanti genitori verranno ancora convinti a non vaccinare i loro bambini nel tredicesimo anno del nuovo millennio?
Quanti bambini di conseguenza si ammaleranno?
Quanti avranno gravi conseguenze?

Fosse anche solo uno sarebbe già sufficiente!

Per questo il mio 5×1000 lo do al CICAP: abbiamo bisogno di vaccinarci contro l’ignoranza!

Il pupo isterico, la seconda auto e Scooby Doo

Scopo di questo post è la dimostrazione empirica che nella nostra vita reale è più necessario Scooby Doo (il cagnone investigatore) che una seconda auto.

Questa sera torno dal lavoro con la cara vecchia monovolume a metano (172000 Km all’attivo e 12 anni di onorato servizio) e la porto dal meccanico a fare il tagliando. Torno a casa a piedi e l’officina ovviamente è dalla parte opposta del paese. La seconda auto, un usato d’occasione a benzina che possediamo da un mese e che succhia benzina come mio figlio succhiava il latte dalla mamma quando aveva 4 mesi, ce l’ha mia moglie, che dopo il lavoro si ferma a teatro con le amiche, unica serata di assenza dalla famiglia in 2 mesi.

Entro in casa alle 19 e 10 e mio figlio sta urlando dal male a un orecchio. Ovviamente urla solo da 5 minuti, prima non dava il minimo segnale di fastidio. La nonna è disperata e il pediatra non è più in servizio da 10 minuti. Chiamo la guardia medica, ma la segreteria risponde che è attiva dalle 20 in poi, allora decido di portarlo direttamente in Croce Bianca con la seconda auto. “La seconda auto?” penso.

[Censura per raggiunti limiti di decenza]

Riavutomi alle 19 e 25 consolo il pargolo sempre più urlante e cerco di razionalizzare: sicuramente ha la febbre; macchè, 36 e 2. Provo a sfiorare l’orecchio sinistro: sembra che lo abbia toccato con una sigaretta accesa e mi piglio pure un cazzotto in risposta (si, ha 5 anni ma un futuro da pugile …)

Decido che devo sapere a tutti i costi se ha l’otite perforante: inforco la giacca, accalappio il pupo isterico come posso, sequestro la macchina al nonno del pupo che manco ha capito cosa gli ho chiesto e parto a razzo verso il pediatra, che è a 200 metri in linea d’aria dal meccanico: chissà che non sia ancora in servizio, “in fondo dovrebbe avere chiuso da soli 45 minuti!” penso ironicamente tra me e me.

Lo trovo! Non ci credo … Il pediatra pazientemente esamina la peste, dice “ha solo un raffreddore” ma potrebbe anche diventare otite. “E quindi dottore?” controbatto io. “Tenetelo in osservazione per 3 giorni e se il male persiste dategli l’antibiotico”. GesùMaria, devo stare calmo …

Mi catapulto a casa, il pupo sta esattamente come prima, arrivati a casa dice ovviamente che non ha fame, gli do l’unica medicina che il medico consiglia da subito (un comune antinfiammatorio) e che però farà effetto dopo una mezzora.

Poi il miracolo: “papy, posso giocare a Scooby Doo?” E’ un giochino banale che si trova su un sito web in cui il nostro eroe deve eliminare i soliti fantasmi del kaiser.

“Va bene tato”, rispondo sfiancato. “Basta che non mi tiri un altro cazzotto …”

Nel giro di 5 minuti era tutto passato: urla, strepiti di gioia, salti, canti e balli. Impossibile fosse stata la medicina.

Finito il gioco l’ex pupo isterico azzanna uno yogurt con cereali, si beve una borraccia d’acqua con l’effigie immancabile di Spider Man e divora un piatto di minestra. Poi comincia a saltare e ad urlare neanche fosse Tarzan e adesso dorme beato dicendo che non ha più male ed è guarito.

E la seconda auto è ancora fuori casa (con la moglie).

Vi ho convinto?

Terre degli uomini

Osservo le terre degli uomini.

Dalla Terra, guardando verso il cielo e le stelle, ne ho sempre sentito l’attrazione irresistibile, ho incoraggiato la mente a perdersi verso l’infinito e l’ignoto. È la nostra natura – il gene di Ulisse. Ma anche Ulisse, dopo tanto viaggiare, torna a Itaca: e a lungo sogna la sua isola. Se fossi nato tra gli spazi dell’impenetrabile nero interstellare, se avessi passato tutta la mia vita viaggiando lontano dal nostro mondo, osserverei con lo stesso sguardo ammirato che ho adesso le sue acque azzurre, i suoi continenti così variegati. Ogni alba e ogni tramonto mi regalerebbero lo stesso stupore atavico. E sognerei di sprofondare i piedi nelle sue sabbie calde, di sentire il gelido abbraccio delle sue nevi, e la carezza salmastra delle brezze che dal mare si spingono verso la terra. Mi chiederei cosa si prova a immergersi nelle sue acque, a scaldarsi al calore del suo sole.

Ma sono fortunato: io sono nato lì.

Quello è il mio pianeta. Quella è casa mia.

Tratto dal blog dell’astronauta italiano Luca Parmitano, un italiano di cui andare orgogliosi.

Grazie Luca, per la tua professionalità, il tuo entusiasmo e la tua umanità!

Luca Parmitano - Immagine tratta dal suo blog

Luca Parmitano – Immagine tratta dal suo blog

Essere alla moda

Brescia - Capitolium

Brescia – Capitolium

Quattro famiglie con due bambini a testa, in totale sedici persone in un ristorante di Brescia (a proposito, davvero bella!) la sera del 1 novembre 2013, al termine di una splendida giornata.

Il mio figlio più piccolo, 5 anni tra un paio di mesi, è il cucciolo della compagnia, ma ieri sera era anche la “star” tra gli altri sette bambini: tre di loro hanno 12 anni, quattro ne hanno 9.

Ad un certo punto sento che parlano di “essere alla moda”, e che lui se la ride di gusto.

Penso tra me e me che stia cercando di emergere tra gli altri e nella paura, tipica del genitore, che venga preso in giro dagli altri impongo un po’ di silenzio e gli chiedo a bruciapelo: “Ma tu lo sai cosa vuol dire essere alla moda?”

Lui, per nulla intimorito, ci pensa un paio di secondi, poi sorride e risponde: “Vuol dire essere una donna!”

E io che pensavo di saperne più di lui …