13 anni

13 anni di sorrisi, avventure, pianti, vita quotidiana, viaggi, pannolini, fatiche, case e ristrutturazioni, amici, preghiere, confronti, scelte.

13 anni indimenticabili di te e di me.

13 anni di Amore, più grande oggi di allora.

13 passi insieme verso l’Infinito.

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A volte si può …

A volte si può vivere senza conoscere i vicini di casa: questo non è vivere da cristiani.

Tweet di Papa Francesco, 14 settembre 2013 ore 11.14

Bella e abbronzata

Qual’è la stata la cosa più bella di questa estate?

La mia mamma, bella e abbronzata!

Sintesi perfetta e spontanea di mio figlio, 5 anni tra qualche mese, riferita questa mattina da una maestra del suo asilo.

Le tasche piene di sassi (lettera a mia madre)

Cara mamma,
non so perché ho voglia di scriverti dopo tanti anni: te ne sei andata nel 1976, quando avevo 6 anni, e non conservo di te nessun ricordo salvo qualche foto e un’immagine, scolpita solo nei miei ricordi, di te davanti ad uno specchio mentre ti facevi bella.

E’ un’immagine di chissà quale anno, probabilmente di quando stavi ancora bene, prima della malattia crudele che ti ha portato lontano da me troppo presto: io avrò avuto più o meno l’età che ha adesso il mio figlio più piccolo, 4 anni. Perché la mia mente per soffrire meno è riuscita a cancellare tutti i ricordi meno questa immagine, che rimane scolpita in modo indelebile?

Forse perché in questa immagine eri troppo bella, forse perché la sofferenza e il dolore ci spingono a cancellare i ricordi ad essi legati, ma la bellezza alla fine vince sempre.

Non so come sarebbe stata la mia vita con te, so però che non amo frequentare i cimiteri, compresa la tua tomba, perché so che non sei li dentro: quello che rimane sono particelle che magari tra qualche decina d’anni genereranno altra vita. Ma non sono te.

Mi piacerebbe potere avere dentro di me la certezza che ti rivedrò un giorno, ma so che in questo caso la mente non è sufficiente per dire si o no: la risposta è affidata al cuore, al sentimento, alla fede. E alla musica.

La canzone che mi ha fatto pensare a te è quella che Lorenzo ha scritto dopo la morte di sua mamma, e anch’io insieme a lui mi ritrovo a desiderare di reincontrarti, magari solo per un attimo …

Sono solo stasera senza di te
Mi hai lasciato da solo davanti al cielo
E non so leggere, vienimi a prendere
Mi riconosci ho le tasche piene di sassi
Il cuore pieno di battiti
E gli occhi pieni di te

Ciao mamma,
ti voglio bene

Donne e uomini alternativi

Il discepolo evangelico secondo il Discorso della Montagna.

Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta

E’, anzitutto, un uomo povero, fragile, che ogni giorno dice: “Rimetti a noi i nostri debiti”; è quindi un uomo che pecca. Ha però un grande desiderio del Regno – “Venga il tuo Regno”, “Cercate prima il Regno di Dio” -, ha fame e sete di giustizia, si lascia continuamente di nuovo ispirare dall’ideale presentato nel Discorso della montagna, soprattutto nelle Beatitudini, e che è in realtà Gesù e Gesù crocefisso.

E’ un uomo sincero e leale, che mantiene la parola data, non cerca onori e ricchezze sulla terra, non è schiavo del denaro né dell’audience, non si preoccupa di apparire, sa che il Padre celeste ha cura di lui e perciò vive nella pace. E’ un uomo gentile e affabile, dal cuore puro e dall’occhio limpido.

La comunità dei discepoli evangelici è fatta di persone che hanno lasciato la folla per salire vicino a Gesù sulla montagna, solidali tra loro, che si accettano e si perdonano, pur se talora si feriscono. Persone perseguitate e poco stimate.

In qualche maniera è una comunità alternativa, che va contro corrente e non accetta le norme di questo mondo. Proprio in tale comunità è possibile vivere l’amore del nemico, l’amore di chi perseguita, perché si sperimenta la forza della solidarietà e del perdono.

Naturalmente sarà sempre minoritaria, una minoranza incisiva e coraggiosa, un piccolo resto che piace a Dio e conosce bene il cammino da percorrere, senza lasciarsi trascinare come tutti dai miraggi del successo e del potere.

Tratto e in parte adattato da “Il discorso della montagna” di Carlo Maria Martini – Mondadori editore, pag. 85-86.

L’uomo spirituale

Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini

Il 31 agosto 2012 se n’è andato Carlo Maria Martini.

Ieri, a un anno esatto di distanza, ero in Duomo a Milano a ringraziarlo: non l’ho mai incontrato di persona, ma è un padre spirituale al quale devo tutto.

Gli devo la mia fede più matura.

Gli devo la passione per la lettura (la lectio) del Vangelo e della Bibbia, con tutti i miei limiti e per quel poco che riesco a fare.

Gli devo la certezza che si possono avere una cultura e una fede gigantesche ma vissute con semplicità, senza protagonismo, “alla pari”.

Gli devo consolazione e serenità nei miei momenti più bui e nelle contraddizioni della vita.

Gli devo scelte di vita per me importantissime, fatte cercando di usare quel discernimento a lui tanto caro.

Gli devo quindi, oltre al ricordo nelle mie preghiere, almeno questo ringraziamento da condividere con voi.

Le parole con le quali Vito Mancuso definisce l'”uomo spirituale” secondo me lo descrivono alla perfezione.

Un’anima grande, larga, vasta, come questo cielo che non mi stancherò mai di guardare e che manda la sua luce e la sua pioggia su tutti, buoni e cattivi, su coloro che lo ringraziano e su coloro che lo maledicono, e anche su coloro che semplicemente non se ne curano.

Un’anima grande, mahatma, un’anima capiente, nel duplice senso che contiene e che quindi capisce, in grado di accogliere tutte le contraddizioni che la ragione osservando il mondo non può fare a meno di riscontrare.