La fuga: un modo di tornare a vivere

fugaLa fuga implica il coraggio della diserzione, del distacco, di salire sul primo treno che lascia la stazione per lontano. Il sentimento liberatorio della fuga si sente allora profondamente quando dalla finestra del treno o dell’autobus, ci si accorge che il mondo è sempre lì, che ti aspetta, che tutto va bene, ma che per la prima volta hai veramente aperto gli occhi, hai veramente visto tutta questa ricchezza. Come avresti mai fatto a vederla se fossi rimasto nella tua routine, nel tuo tran-tran quotidiano?

[…]

Il richiamo della fuga si presenta come un’ancora di salvezza, come una luce in fondo al tunnel. Avere capito che lo scenario che ci viene proposto per la nostra vita somiglia molto ad un carcere virtuale, dove vengono ingabbiati i nostri impulsi primordiali, ci pone davanti a una scelta: insistere ad inseguire i dogmi e le teorie cosiddette vincenti della modernità, o cominciare a limare le sbarre e a scavare le gallerie che ci permettano di evadere, di tornare finalmente liberi.
Perché là fuori, c’è un firmamento che nessuno ci aveva mai raccontato. Ci sono venti arrabbiati che ti fanno volare verso l’abisso, mari in tempesta che ti riempiono i polmoni di acqua e di sale, castelli appesi al cielo come vascelli fantasma. Ci sono anche distese di prati colmi di fiori, lagune addormentate con i fenicotteri rosa, foreste rinfrescanti piene di sapori antichi. E sempre il richiamo del largo, l’invito perenne ad inoltrarsi più in là. Il viaggiatore che ha provato la fuga conosce l’invito al non ritorno …

[…]

La fuga non è un modo di vivere, ma di tornare a vivere. Quando il peso di tante sconfitte spezza le ali alle nostre più intime speranze, quando la legge della normalità schiaccia le piccole voglie di divagare, quando il grigiore dello status quo allontana l’intuizione di una vita più piena, la fuga è un modo tranquillo – solitario certo, ma nonviolento – di riscoprire quanto sono piene le nostre mani, i nostri occhi, il nostro cuore, di cose straordinarie…
E ripartire da lì.

Tratto dal Capitolo 3 del libro Ozio lentezza e nostalgia. Decalogo mediterraneo per una vita più conviviale / Christoph Baker. EMI, 2001.

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Moglie e 2 figli che adoro. Un lavoro comune dietro una scrivania, di responsabilità ma non troppo. Cattolico “di frontiera”. Leggo con passione Carlo Maria Martini e Vito Mancuso. Non mi piacciono miracolismi e i complottismi. Seguo il CICAP e Paolo Attivissimo. Ammiro chi ha avuto il coraggio di cambiare vita per darle un senso, per esempio Simone Perotti. Sono un astrofilo da sempre e trovo bellissimo il cielo stellato.

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